“Sbagliato incaponirsi sull'articolo 18, le aziende non assumono perché in crisi, non quell'articolo”, commenta l'ex ministro del lavoro Cesare Damiano, del Pd. Con questa norma invece non si combatte la precarietà, secondo Pietro Ichino, giuslavorista e senatore sempre dei Democratici. Di Pietro rilancia quanto detto da altri come la Cgil e Vendola e ritiene che quell'articolo che impedisce il licenziamento senza giusta causa vada esteso a tutti, inclusi i precari.
DAMIANO (PD), SBAGLIATO INCAPONIRSI SU ART.18
Per Cesare Damiano è «sbagliato incaponirsi sull'articolo 18: le aziende non assumono perché siamo in recessione e non perchè esiste l'articolo 18». Secondo il parlamentare del Pd «semmai il punto è aggiungere strumenti di protezione. Se il 70% degli occupati nelle aziende con meno di 15 dipendenti è flessibile il problema non è articolo 18 - sottolinea - Se il problema è, invece, quello del licenziamento, stabiliamo una via rapida, magari con un giudizio di tre mesi. Se invece il punto è quello dei costi, si può pensare ad un passaggio tra prova e assunzione con uno sconto sull'Irap o come credito d'imposta strutturale, anche per le donne over 40 e gli uomini over 50 che hanno perso il lavoro».
ICHINO, CON ART.18 NON SI COMBATTE PRECARIETÀ
Non si può combattere i 'bad jobs' atipici e precari a favore dei contratti a tempo indeterminato se viene applicato da subito l'articolo 18: lo afferma Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Pd, intervenendo oggi al direttivo della Fim-Cisl di Firenze. «Quattro quinti dei nuovi contratti di lavoro sono a termine, o fuori del diritto del lavoro, mentre il contratto a tempo indeterminato deve tornare ad essere il contratto 'tipo'».
DI PIETRO: CONSIDERARE ART. 18 UN LIMITE È PRESA IN GIRO
«L`Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e ci auguriamo che questo dettato costituzionale diventi un monito per il governo Monti, affinché le tutele garantite dall`articolo 18 vengano estese a tutti i precari e non tolte. Parlare dell`articolo 18 come un limite per gli investimenti è una presa in giro», commenta il leader dell`Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «Il modello danese, auspicato da Monti, purtroppo non è applicabile in un Paese come il nostro, dove la disoccupazione giovanile è al 31 per cento, le fabbriche chiudono e mancano i posti di lavoro. Quindi di quale mobilità si parla se manca l`occupazione?»
FERRERO: DA MONTI TERRORISMO PSICOLOGICO
«Monti continua con il terrorismo psicologico dicendo che l'articolo 18 allontana gli investimenti. Sa benissimo che non è vero ma Monti utilizza la scusa dell'economia come una clava per distruggere fino alla radice i diritti dei lavoratori». Lo dice Paolo Ferrero,segretario nazionale di Rifondazione comunista.