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Ferrante dell'Ilva: «Il Gip usurpa poteri»

ilva taranto 640
14 agosto 2012
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Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha tenuto la sua audizione sull'Ilva alle commissioni riunite dell'ambiente e delle attività produttive della Camera. Manifestando un concetto di fondo: se vengono chiusi gli impianti a caldo chiude tutto.

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Per il ministro il provvedimento giudiziario che impone lo stop mette a rischio l'affidabilità del settore industriale italiano agli occhi di eventuali investitori stranieri. Clini ha ribadito i tempi stilati dal governo: «Il 17 agosto ci incontreremo a Taranto con le autorità locali, l'impresa, la Regione e mi auguro anche con la procura, il 20 agosto qui a Roma ci sarà una riunione della commissione istruttoria per concordare il calendario dei lavori». Quanto alla magistratura, ha voluto sottolineare «un evidente conflitto tra le disposizioni del Tar e quelle della Procura. Non c'è il governo contro la magistratura, ma un evidente approccio diverso all'interno delle diverse sezioni della magistratura».

Nella mattinata dell'audizione di Clini le segreterie Fim e Uilm di Taranto hanno proclamato altre due ore di sciopero dei lavoratori per giovedì 16 dalle 10 alle 12.

FERRANTE DELL'ILVA: GIP USURPA POTERI
Per il presidente Ilva, Bruno Ferrante, l'ordinanza con la quale il gip il 10 agosto ha imposto di fermare gli impianti «si sostanzia nell' usurpazione dei poteri attribuiti ad altri organi» giurisdizionali, come Riesame e procura «a cui spetta l'esecuzione del sequestro». Per l'Ilva, l'ordinanza agosto è anche «affetta dalle più radicali forme di abnormità», ha un contenuto «incompleto» e «viola le procedure di esecuzione delle misure cautelari».

ORDINANZE GIP AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Nel frattempo sono arrivati al ministero della Giustizia i due provvedimenti, richiesti dal ministro Severino, con i quali il gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha ribadito il sequestro degli impianti dell'Ilva e ha revocato la nomina di Bruno Ferrante dall'incarico di curatore. Saranno discussi dal tribunale del Riesame dopo il 15 settembre i due appelli e l'incidente di esecuzione proposti dall'azienda le ordinanze emesse da Patrizia Todisco il 10 e l'11 agosto scorsi. I legali del Siderurgico non hanno infatti chiesto la sospensione dei termini feriali, quindi gli appelli saranno discussi davanti a un collegio non feriale


TRE RICORSI DELL'AZIENDA CONTRO IL GIP
L'Ilva ha presentato tre ricorsi: due per chiedere l`annullamento delle due ordinanze emesse dal gip Patrizia Todisco il 10 e 11 agosto, uno per chiedere un incidente di esecuzione, cioè valutare se il gip era competente.

CLINI: SE CHIUDONO 'IMPIANTI A CALDO' CHIUDE TUTTO
Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, in audizione in commissione alla Camera: «Se si chiudono gli impianti a caldo si chiude il centro siderurgico e non è solo per una questione tecnica: per spegnere ci vogliono otto mesi, poi c'è il risanamento e poi bisogna ripartire e intanto il mercato dell'acciaio aspetta l'Ilva? Non esiste, è una considerazione industrialista? Può essere, ma deve essere chiaro, il ciclo a caldo non si può spegnere, si possono fare interventi selezionati, progressivi, ma se si chiude il ciclo è chiuso il centro siderurgico di Taranto».

«Non c'è un rapporto dimostrabile o prevedibile tra la situazione attuale degli impianti - ha detto ancora Clini - e il rischio sulla salute della popolazione, è questo il nodo: se si chiudono gli impianti è perchè sono una sorgente di rischio attuale. Ma gli impianti non sono più quelli di 20 anni fa»

«La Presidenza del Consiglio sta valutando se sollevare il conflitto di attribuzione, ma la finalità è chiarire i termini dei ruoli non aprire un conflitto con la magistratura». Lo ha assicurato il ministro che ha insistito: «Non è un tema riconducibile allo scontro ma a fare chiarezza sui ruoli, responsabilità e competenze».

«Chiudere gli impianti - ha continuato Clini - vuol dire creare un effetto ambientale difficilmente governabile soprattutto nel ciclo della siderurgia di Taranto. La chiusura degli impianti vuol dire l'apertura di una vertenza che non si sa quando possa finire tra l'impresa, le amministrazioni locali, la magistratura». «Tenere aperte le produzioni dell'Ilva vuol dire invece garantire il programma di risanamento ambientale e mi auguro che su questo si trovi un punto di equilibrio con la magistratura, perché è evidente che la situazione è difficile e potrebbe crearci delle problematiche che alla fine hanno come risultato molti problemi ambientali oltre a quelli occupazionali ed economici».

A RISCHIO SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANO
«Mi auguro - ha aggiunto il ministro Clini - che la riunione che avremo il 17 agosto con le istituzioni, l'azienda e spero la magistratura, possa risolvere le problematiche rendendo più semplice la gestione successiva e la nostra attività. In Italia come in tutta Europa le autorità competenti in materia di protezione dell'ambiente e nel monitoraggio degli inquinanti sono identificate dalle leggi, oltre che dalle direttive. Nessuna legge attribuisce questo compito all'autorità giudiziaria. La situazione Ilva rischia di creare un'incertezza su questo punto che riguarda l'intero sistema industriale italiano e l'affidabilità nei confronti degli investimenti esteri. Non cerchiamo uno scontro - ha concluso - ma chiarezza di ruoli e competenze».

CLINI, L'OMS COLLABORERÀ A MONITORAGGIO
L'Oms - l'organizzazione mondiale della sanità - collaborerà al monitoraggio ambientale della città di Taranto. Lo ha affermato il ministro Clini durante l'audizione alla Camera: «Ho chiesto all'Oms, in particolare al centro europeo su ambiente e salute di Copenaghen di collaborare al controllo dell'inquinamento a Taranto e ieri ho avuto la conferma dal presidente».

«I dati su Taranto - ha affermato Clini - sono contraddittori se confrontati con altre città italiane. Ci sono punti di grande esposizione, come il quartiere a ridosso dell'impianto, ma in altre zone l'inquinamento è paragonabile a quello di altre aree urbane. Anche nelle zone più esposte ora l'inquinamento maggiore è da ossidi di ferro, meno pericolosi, mentre il benzopirene è presente solo nei giorni ventosi. Dobbiamo capire quali sono i bersagli da colpire e per questo abbiamo chiesto la collaborazione dell'Oms».

CLINI: MIE INTERCETTAZIONI? FALSO E MASCALZONATA
«Ho considerato questa una mascalzonata del genere di altre già viste in passato. Ho chiesto una smentita alla Procura di Taranto, e il procuratore ha smentito ufficialmente». Così Corrado Clini ricorda, durante l'audizione alle commissioni della Camera sul caso Ilva, la vicenda che lo aveva visto coinvolto dopo la pubblicazione di notizie su sue presunte intercettazioni. «Questo caso - ha proseguito Clini - ha comunque dato spunto a molti di dire che stavamo giocando a carte false e che io facevo ministro dell'Industria e non dell'Ambiente. Ora il procuratore ha chiesto un incontro e io ho detto sì, perché altrimenti mentre cerchiamo di risolvere questa situazione rischiamo di avere qualcuno che ci mette tra le gambe delle barre d'acciaio».