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Clini sull'Ilva: «Impatto ambientale e sulla salute»

Il ministro all'ambiente riferisce alla Camera. Fim, Fiom e Uilm: domani quattro ore di sciopero | Camusso: «Azienda e governo diano risposte» | L'inchiesta de l'Unità: i veleni dell'Ilva | FOTOGALLERY, dall'archivio storico de l'Unità
ilva
1 agosto 2012
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Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini riferisce alla Camera sull'Ilva di Taranto: «La situazione ha evidenti impatti ambientali e probabili impatti sulla salute che vanno messi in relazione alle normative del tempo e alle autorizzazioni nel tempo ricevute dagli impianti, come è accaduto per tutti gli impianti del genere in Europa». Per il ministro «lo stabilimento, il più grande d'Europa è stato progressivamente autorizzato nelle sue diverse fasi anche di aggiornamento tecnologico, produttivo, secondo le leggi vigenti, per cui una parte delle problematiche rilevate dalle indagini epidemiologiche che sono state realizzate per conto della magistratura ma anche dell'Istituto superiore della sanità, danno conto di uno stato della salute della popolazione con evidenti eccessi di mortalità che fanno riferimento presumibilmente a contaminazioni ambientali derivanti da impianti che a quel tempo operavano nel rispetto delle leggi».

Camusso: «Ilva, no a conflitto tra salute e lavoro»

L'inchiesta de l'Unità: i veleni dell'Ilva

FOTOGALLERY, dall'archivio storico de l'Unità

CLINI: PROCEDURE TROPPO LUNGHE PER BONIFICHE
In Italia le procedure di valutazione ambientale sono «troppo lunghe se comparate con altri paesi europei e rischia di essere fuori fase rispetto a investimenti in tecnologie», dice il ministro. Anche le bonifiche dei siti industriali prevedono «procedure complesse, non molto lineari», basti pensare che il processo sull'area dell'Ilva «è iniziato nel 2003 e la procedura non è ancora conclusa». Queste procedure, osserva il ministro, «non danno grandi risultati». Il dato generale: «Su 57 siti da bonificare sono 3 o 4 casi di bonifiche avviate e 2 quelle realizzate».

FIM, FIOM E UILM: DOMANI 4 ORE DI SCIOPERO
Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno proclamato per la giornata di domani un pacchetto di quattro ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo Ilva, con modalità e forme decise territorialmente (manifestazioni, presidi sotto le Prefetture, ecc.), contro il rischio di chiusura dello stabilimento di Taranto e per una politica industriale che coniughi lavoro e ambiente.

Fim, Fiom, Uilm nazionali ritengono necessario «ricercare tutte le soluzioni utili al mantenimento dell'attività industriale, salvaguardando sia l'ambiente che la salute, e in ragione di ciò chiedono che Ilva espliciti impegni, investimenti ed azioni che vadano in tale direzioneú. Fim, Fiom e Uilm ritengono che il recente protocollo di intesa, in cui si stanziano 330 milioni di euro per la bonifica e riqualificazione dell'area, »sia un primo passo importante verso un miglioramento delle condizioni ambientali nell'area tarantina e che esso possa essere un passaggio importante per la ripresa delle attività, convinti che si possa far coesistere un'attività industriale con il rispetto dell'ambiente e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini«. Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno giudicato poi »inaccettabile socialmente ed insostenibile per l`intero sistema industriale la prospettiva di una chiusura dello stabilimento di Taranto, con la perdita di 50.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti: non possiamo accettare che oggi i lavoratori dell`Ilva paghino responsabilità storiche non loro e che continuino ad essere sottoposti ad un ricatto inaccettabile tra lavoro e salute«.