Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Cgil: ci sono sempre meno
servizi per i cittadini

famiglia conti soldi fisco spesa
4 luglio 2012
A - A
«L'offerta di servizi risponde sempre meno ai bisogni sociali in costante crescita per effetto della recrudescenza della crisi». I tagli drastici operati dal precedente e dall'attuale governo sulle politiche sociali e su quelle sanitarie hanno avviato «un processo di ridimensionamento del welfare locale» in parte difeso dalla contrattazione sociale territoriale. Lì dove si è svolta, infatti, la negoziazione territoriale ha garantito «un mantenimento nell'erogazione delle prestazioni e dei servi grazie ad una complicata azione di contenimento dei tagli».

Per ovviare a questi ultimi si è fatto ricorso ad «un aumento delle tariffe e della tassazione locale, così come a strumenti di compartecipazione, con una vera e propria esplosione nel ricorso all'Isee, e alla diffusa promozione di patti antievasione a livello comunale capaci di reperire risorse da destinare ai servizi di welfare».

È quanto si legge nel terzo rapporto sulla Contrattazione sociale territoriale relativo al 2011, a cura dell'Osservatorio sulla Contrattazione Sociale (Ocs), costituito dalla Cgil e dallo Spi, con il contributo dell'Ires. Emerge inoltre l'immagine di «una dinamica contrattuale in equilibrio critico, alle prese con un sostanziale azzeramento delle risorse nazionali a fronte di un inasprimento della tassazione locale e con una domanda di tutela crescente per effetto della crisi». Il tutto mentre si registra una «difficoltà crescente ad avviare nuovi interventi di sostegno al reddito dei lavoratori in situazione di crisi».

Il terzo rapporto è frutto dell'analisi di 955 documenti raccolti, tra piattaforme, verbali di incontro e accordi. Di questi «la grande maggioranza, circa i tre quarti (735 pari al 77%), è costituita da veri e propri accordi, ovvero tutte le varie forme di documenti conclusivi di un percorso negoziale». Dal punto di vista territoriale, lo studio segnala come «ancora una volta il livello comunale di contrattazione sia quello più ampiamente rappresentativo» (l'88% del totale) perchè è in questa dimensione che «si mostra il cuore della contrattazione sociale del sindacato: la negoziazione delle linee e degli interventi di bilancio previsionale annuale delle amministrazioni locali». Infatti gli oltre 900 documenti che si concentrano sulle dimensioni comunali e intercomunali vanno a coprire ben 1250 comuni, ovvero circa il 15% dei comuni italiani.

L'analisi dell'Ocs evidenzia poi i destinatari della contrattazione sociale territoriale. Nell'82,3% degli accordi si riscontrano iniziative e interventi a favore della «generalità di cittadini e famiglie», ovvero interventi sulla spesa sociale complessiva e sui servizi, sulla fiscalità locale, i trasporti, l'ambiente e il territorio. Largamente presente è l'azione a favore degli anziani (81,6%), sostanzialmente appaiata a quella rivolta ai cittadini nel loro complesso. Segue la forte presenza, e in crescita rispetto al 2010, di soggetti fragili o bisognosi di sostengo: persone non autosufficienti (51,2%), disabili (42,2%) e famiglie e individui in condizione di povertà (41,3%).