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Catturato il boss Matrone
tra i nove latitanti più pericolosi

Ricercato dal 2007, deve scontare due ergastoli. Matrone, detto «La belva», è stato stanato a Battipaglia. Era nella lista dei nove latitanti più pericolosi del Paese.
Camorra, boss Matrone
17 agosto 2012
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È stato catturato questa mattina il superlatitante Francesco Matrone, 65 anni, a capo del'omonimo clan, colpito da due ergastoli per duplice omicidio ed inserito nell'elenco dei nove latitanti più pericolosi nel programma speciale di ricerca elaborato dal Viminale.

L'operazione, coordinata dai pm della Direzione distrettuale Antimafia di Slerno, impegnati circa 100 carabinieri, un elicottero, unità cinofile.

Latitante dal 2007, Francesco Matrone, detto 'la belvà è stato arrestato in una abitazione di Battipaglia. Sessantacinque anni, Matrone deve scontare due ergastoli per duplice omicidio e vanta un notevole curriculum malavitoso, tanto da essere inserito nell'elenco dei 9 latitanti più pericolosi del Paese. A far scattare le manette ai suoi polsi sono stati i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Salerno che da tempo erano sulle sue tracce.

Sono in corso numerose perquisizioni nell'area compresa tra i comuni di Battipaglia e Montecorvino Rovella, che proseguiranno nel pomeriggio e quasi certamente anche nella notte. Da quanto si è appreso alla cattura hanno partecipato circa cento carabinieri coadiuvati da un elicottero del 7 nucleo di Pontecagnano e da unità cinofile.

I particolari della cattura saranno illustrati soltanto domani mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede del comando provinciale di Salerno alla quale prenderanno parte il procuratore della Repubblica Franco Roberti che ha coordinato le attività investigative, i comandanti della Legione Carabinieri Campania, generale Carmine Adinolfi, del Ros, il generale Mario Parente, e del comando provinciale di Salerno, il colonnello Fabrizio Parrulli. Al momento c'è stretto riserbo sui possibili sviluppi che, non è escluso, potrebbero portare ad altri provvedimenti restrittivi. Il generale Adinolfi non appena appresa la notizia dell'importante operazione si è recato a Salerno nella caserma del Comando provinciale per esprimere il suo più vivo compiacimento.