Com’ è tortuosa la verità sui rimborsi elettorali della Margherita. E sul furto di 13 milioni messo a segno dall’ex tesoriere senatore ex Pd Luigi Lusi. Invece di dipanarsi la matassa si complica aprendo scenari che sempre di più sembrano andare oltre l’unico indagato, il cinquantenne avvocato specializzato in operazioni immobiliari, amico e collaboratore di Rutelli fin dai tempi del Campidoglio dopo una gioventù passata tra gli scout. Si fa vivo persino il sindaco di Firenze Matteo Renzi, rutelliano di ferro e leader dei rottamatori per dire di «aver ricevuto da Lusi solo un sostegno politico ma non certo economico per la convention della Leopolda».
Lusi espulso dal Pd : VIDEO
Una precisazione che dà la misura di quanto sia alta la tensione tra i leader della defunta Margherita. Sicuramente per l’imbarazzo di trovarsi in questa situazione. Ma anche per l’eventualità di dover dare spiegazioni sulla gestione complessiva degli oltre 42 milioni che il partito-zombie - dall’aprile 2007 i Dl hanno cessato l’attività politica - di finanziamento pubblico arrivati nelle loro casse dal 2006 al 2011. Un fiume di soldi. Di cui nessuno ora sembra avere più contezza.
I movimenti contabili della TTT srl
Ieri in un lungo vertice in procura l’aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Pesci hanno deciso con gli investigatori del Nucleo Tributario della Guardia di finanza i prossimi passaggi dell’indagine. Oltre a sequestrare la vita societaria della TTT srl, la società di Lusi tramite una società canadese (LUIGIA ltd) che ha distratto i 13 milioni dai conti della Margherita, le Fiamme gialle hanno avuto mandato di tracciare tutti i conti correnti che hanno avuto a che fare con la TTT. L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio il dare e l’avere sostenuto dalla società. Lusi ha detto di aver girato 90 bonifici, tra gennaio 2008 e agosto 2011, dai conti correnti della Margherita alla TTT per acquistare l’attico in via Monserrato (un milione e 800 mila, 9 ottobre 2008); per acquistare le quote della Paradiso immobiliare proprietaria della villa a Genzano (un milione e 900 mila, 26 maggio 2008) e altri 2 milioni e 900 mila per la ristrutturazione dell’immobile. Transazioni minori hanno riguardato il suo studio legale (60 mila euro), il suo conto personale (48 mila), lo studio di architettura canadese della moglie (119 mila) e le tasse, 5 milioni. Le spese saranno tutte verificate. Anche tramite rogatorie con l’estero. E incrociando vari conti correnti. Non solo di Lusi.
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