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Speciale Elezioni 2013

Carcere, Colle: «Presto amnistia e indulto»

Il Capo dello Stato torna a sensibilizzare le Camere su amnistia e indulto. Degenerate le «carceri in Italia».«Introdurre pene alternative alla prigione». Antigone: «22mila detenuti in più dei posti in cella»
carceri donna
27 settembre 2012
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Il Capo dello Stato torna a sensibilizzlare le Camere su amnistia e indulto. «Ho rinnovato l'auspicio che proposte volte a incidere anche e soprattutto sulle cause strutturali della degenerazione dello stato delle carceri in Italia trovino sollecita approvazione in Parlamento», ha detto Giorgio Napolitano in un passaggio della dichiarazione diffusa dopo aver ricevuto al Quirinale il prof. Pugiotto e altri firmatari di una lettera aperta sui temi della situazione carceraria. Il Presidente della Repubblica fa riferimento alle proposte «già in avanzato stadio di esame, per l'introduzione di pene alternative alla prigione» e rileva che «restano nello stesso tempo aperte all'attenzione del Parlamento, in questa legislatura ormai vicina al suo termine e in quella che presto inizierà, sia le questioni di un possibile, speciale ricorso a misure di clemenza, sia della necessaria riflessione sull'attuale formulazione dell'art. 79 della Costituzione che a ciò oppone così rilevanti ostacoli».

Recita l'articolo 79 della Costituzione: «L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale». «La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione». «In ogni caso l'amnistia e l'indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge».

«Nel ricevere il prof. Pugiotto e altri firmatari di una lettera aperta a me indirizzata sui temi della situazione carceraria, ho con loro condiviso una dura analisi critica e l'espressione di una forte tensione istituzionale e morale per una realtà che non fa onore al nostro paese, ma anzi ne ferisce la credibilità internazionale e il rapporto con le istituzioni europee», ha detto Napolitano. «Ho ribadito - prosegue il Capo dello Stato - l'allarme e l'appello che nel luglio scorso rivolsi al Parlamento in occasione di un importante convegno svoltosi al Senato e a cui è seguito peraltro, mi è sembrato giusto sottolinearlo, uno sforzo intenso del governo, nel rapporto con le forze politiche che lo sostengono, per intervenire in materia con molteplici proposte e interventi».

«Sono state così affrontate, conseguendosi già dei risultati, scottanti esigenze di riduzione della popolazione carceraria e di creazione di condizioni più civili per quanti scontano sanzioni detentive senza potersi riconoscere nella funzione rieducativa che la Costituzione assegna all'espiazione di condanne penali», prosegue la dichiarazione del Presidente della Repubblica. «Ho rinnovato l'auspicio che proposte volte a incidere anche e soprattutto sulle cause strutturali della degenerazione dello stato delle carceri in Italia trovino sollecita approvazione in Parlamento. A cominciare da quelle, già in avanzato stadio di esame, per l'introduzione di pene alternative alla prigione. Restano nello stesso tempo - dice ancora Napolitano - aperte all'attenzione del Parlamento, in questa legislatura ormai vicina al suo termine e in quella che presto inizierà, sia le questioni di un possibile, speciale ricorso a misure di clemenza, sia della necessaria riflessione sull'attuale formulazione dell'art. 79 della Costituzione che a ciò oppone così rilevanti ostacoli».