Ma Fornero vuole favorire i licenziamenti? Con questa semplice domanda Susanna Camusso inchioda la ministra del Lavoro alle sue contraddizioni in fatto di articolo 18 e flessibilità. Un confronto a distanza, quello tra le due donne del welfare, che mostra il grado di fibrillazione con cui parte la trattativa sul lavoro. La ministra a parlare di «flessibilità buona» e magari anche «più cara per le imprese», di «ambizione del governo di fare politiche per il futuro». La sindacalista a segnalare quanto sia «offensivo parlare di monotonia del posto fisso in un momento di crisi», di lotta alla precarietà e al sommerso per dare futuro ai giovani. Due fronti irriducibili. E come poteva essere altrimenti, dopo le uscite perentorie del primo incontro (andiamo avanti anche da soli) della ministra? La leader sindacale rilascia un’intervista all’Ansa che commenta un’altra intervista, quella di Fornero a Sky Tg24. Ed è subito battaglia all’arma bianca. «Sostenere, come fa la ministra con una strana affermazione, che “non è giusto legare un lavoratore all'impresa” cosa vorrebbe dire? si chiede Camusso Che si vuole facilitare la licenziabilità? Non è assolutamente questo il tema da affrontare e non lo è tanto meno adesso in una fase di recessione». Nessuno scrupolo, nessun distinguo: la linea Maginot dei rappresentanti sindacali è segnata. «Abbiamo detto con chiarezza perché l'articolo 18 non è un tema della trattativa continua Camusso non si deve cambiare. Chi continua a proporlo manifesta la sua volontà di non fare nessun confronto». Insomma, sulla possibilità di licenziare senza giusta causa il sindacato reagirà tutto unito: non ci sono fratture tra i confederali. IN EDICOLA IL SEGUITO DELL'ARTICOLO, OPPURE CLICCA QUI