L'operazione “trasparenza Italia” scattava entro la mezzanotte di ieri. Era questa la “dead line” che si erano dati ministri e sottosegretari per rendere pubblici i loro redditi sul web. Anzi era stato il primo di loro a chiedere questa operazione di trasparenza. Ma stranamente è stato l'ultimo ad adempiere al compito che si era dato.
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La dichiarazione di Monti, infatti, è arrivata sul web a pochi minuti dalla mezzanotte. Ultimo tra i componenti di prima fascia del governo, ma più esauriente di tutti con tutte le dichiarazioni degli ultimi anni, lo stato patrimoniale e redditi e proprietà della sua consorte. Ma nell'operazione trasparenza ci sono ancora tanti buchi.
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guadagno tanto e pago tasse...
Non è stato al momento ancora pubblicato on-line il reddito del sottosegretario alle Politiche agricole Franco Braga. E non hanno dichiarato i redditi 2010 i sottosegretari Vieri Ceriani, Antonio Malaschini, Roberto Cecchi, Adelfio Elio Cardinale, Saverio Ruperto, Giovanni Ferrara, Carlo De Stefano, Filippo Milone, Gianluigi Magri, Massimo Vari, Michel Martone, Gianfranco Polillo e Vieri Ceriani.
Spulciando nelle dichiarazioni si trovano dati interessanti: da Paola Severino ad Andrea Riccardi. Ovvero dal ministro più 'ricco' a quello relativamente più 'povero'. Ecco quanto hanno dichiarato per il 2010 i membri del governo Monti, premier incluso. Le dichiarazioni patrimoniali pubblicate on-line mostrano come l'ingresso nel governo abbia 'livellato' adesso gli stipendi 2012 su cifre che si aggirano intorno ai 200 mila euro, quanto previsto per l'incarico ministeriale. Per molti dei ministri e sottosegretari questo vuol dire ridurre (di poco o di molto) il loro reddito. Ma c'è chi, come il 'maestro di strada' Marco Rossi Doria, con l'incarico dell'esecutivo guadagnerà sei volte di più di quanto prendeva prima.
«Chi guadagna e paga le tasse non è peccatore e va guardato con benevolenza, non con invidia». Paola Severino ha tutte le carte in regola per pronunciare questa frase: solo nel 2010 ha versato 4 milioni di imposte allo Stato. Ma non riuscirà forse la Guardasigilli, con l'aria che tira, ad allontanare da sé l'invidia per quei 7 milioni di reddito imponibile che la consacrano ministro più ricco del governo Monti.
E a sorpresa le consentono di superare di molto in classifica anche il collega 'banchiere' Corrado Passera. Di certo, ministri e sottosegretari i 'compiti a casa' li han fatti. E in questo martedì grasso hanno pubblicato on-line i loro redditi. Il più 'indisciplinato'? Proprio lui, Mario Monti. Il cui reddito giunge solo in tarda serata, a meno di un'ora dalla 'dead line' della mezzanotte.
Ma di certo, il suo - che lo 'inchioda' ad un reddito 2010 da poco più di 1,5 milioni - è uno dei modelli compilati con più dettagli. Il reddito complessivo del professore è dunque di 1.515.744 euro nel 2010 ed uno stimato, per il 2011, di 1.010.000 che probabilmente non salirà nel 2012 avendo rinunciato al compenso da premier e da ministro del Tesoro. Il suo patrimonio è formato da appartamenti, uffici e negozi, mentre non brilla per il parco macchine: due Lancia (una Dedra e una Kappa) del 1995 e del 1998.
Consistenti invece le attività finanziarie: tra fondi comuni azionari e obbligazionari oltre che di liquidità Monti può contare su oltre 11 milioni di euro divisi tra Intesa San Paolo, Bnp Paribas, Ing e Banco di Brescia. Antonio Catricalà ha consegnato a ciascuno un modello da compilare. Si chiedevano informazioni su stipendio, beni e investimenti solo per il 2012, ma quasi tutti i ministri (con la sola eccezione di Annamaria Cancellieri e Lorenzo Ornaghi) e molti sottosegretari hanno prevenuto le polemiche già pronte a esplodere, comunicando anche il reddito dichiarato nel 2011 per il 2010 e consentendo così una comparazione. Anche se restano alcune lacune e manca ancora all'appello il sottosegretario Franco Braga.
I dati, dunque. Con la chiamata al governo, banchieri e professori, maestri e avvocati, si livellano tutti su uno stipendio di circa 200 mila euro lordi annui (con qualcosa di più per chi non è residente a Roma: una diaria mensile fino a 3.500 euro). Una cifra enorme per Marco Rossi Doria, il 'maestro di strada' che nel 2010 guadagnava 37.248 euro l'anno e adesso moltiplica quasi per sei.
Anche il più 'povero' dei ministri, Andrea Riccardi, migliora la sua posizione (dai 120 mila euro di partenza). Ma in realtà per la maggioranza dei membri dell'esecutivo, il servizio allo Stato vorrà dire nel 2012 un crollo, anche verticale, della ricchezza. Emblematico il caso dei due 'paperoni'.
L'avvocato e professore Paola Severino vedrà il suo stipendio quasi 'scomparire', passando da 7.005.649 euro a 195.225 euro. Così pure l'ex ad di Banca Intesa Corrado Passera, che potrà sempre contare su depositi (derivanti dalla vendita delle azioni) per 8,8 milioni e su un fondo pensione da 3,3 milioni, ma vedrà lo stipendio lordo di 3,5 milioni ridursi fino a 220 mila euro.
Tra i milionari ora in ristrettezza anche Piero Gnudi (1.7 milioni), Mario Ciaccia (1.6 mln) e Andrea Zoppini (1.4 mln). Ma anche Mario Catania nel passaggio da dirigente a titolare del suo ministero, l'Agricoltura, in termini economici ci perde: da 280 mila euro a 211 mila. Mentre continuerà a guadagnare bene il sottosegretario Antonio Malaschini, che somma allo stipendio la ricca pensione di segretario generale del Senato (519 mila euro) e arriverà così a 700 mila euro nel 2012.