
Primarie che scacciano il fantasma dell'astensione. E che alla chiusura dei seggi, alle 22, premiano il candidato del Pd Virginio Merola, ex assessore della giunta Cofferati. Lo tallona la civica Amelia Frascaroli, cattolica invisa alla Curia e sostenuta da vendoliani, Verdi e Federazione della sinistra (ma anche da Flavia Prodi).
Il vantaggio di Merola, più alto la mattina, in serata si assottiglia ma rimane saldo. I primi exit poll di Termometro Politico lo danno tra il 49,5% e il 53,5%, l'ex dirigente Caritas si attesta tra il 40% e il 44% (con un margine di errore dell'1,5%). Il terzo in corsa, l'outsider Benedetto Zacchiroli, toccherebbe il 7%. In attesa del vincitore comunque la coalizione di centrosinistra a Bologna saluta già la prima conquista: con 28.500 votanti l'affluenza alle primarie supera i 25mila che si recarono ai seggi per scegliere il candidato sindaco nel 2008.
Un anno e mezzo in cui è successo di tutto: le dimissioni da sindaco, a gennaio 2010, del Pd Flavio Delbono per il Cinzia-gate, poi il trauma del commissariamento nella città modello del buon governo di sinistra. Allora la competizione era interna al Pd, oggi è la coalizione a mettersi in gioco. Con qualcuno schierato a metà, come Prc e Pdci che hanno chiamato alle urne ma senza garantire un'alleanza alle prossime amministrative. In ballo dunque non ci sono solo le performance dei singoli, ma la 'tenuta' del centrosinistra dopo due amministrazioni giudicate deludenti.
E, con riflessi anche nazionali, la difesa dello strumento delle primarie, sotto accusa nel Pd dopo la vittoria del candidato vendoliano a Milano. Il risultato va al di là di tutte previsioni. Quasi 10 mila votanti a mezzogiorno, alle 18 la svolta: 22.400 presenze, quando ancora alla vigilia nessuno si azzardava a puntare sopra quota 20 mila. Il segretario dei democratici bolognesi Raffaele Donini tira un sospiro di sollievo. Da mesi è in trincea per la scelta di primarie sempre e comunque, anche dopo il ritiro del popolare e favorito Maurizio Cevenini per problemi di salute, anche quando si accusava il Pd (confluito su Merola non senza una corposa 'fronda interna') di non avere un nome abbastanza forte.
«Abbiamo fatto una battaglia per ridare la sovranità agli elettori, hanno colto questa opportunità - rivendica dunque Donini -, quindi mi sento confermato nella mia intuizione: le primarie sono la cura per questa situazione politica, non il problema». La portavoce bolognese di Sel Cathy La Torre spinge anche più sul tasto: «L'affluenza a Bologna conferma che le primarie sono l'unico modo efficace per selezionare il candidato sindaco, e che servono anche a livello nazionale».
Lo stesso Vendola venerdì era tornato ad accendere i riflettori sul voto bolognese. Altro dato certo è l'alta percentuale di volti femminili nei 50 seggi allestiti, dove tra l'altro vengono raccolte oltre 20mila firme in calce alla petizione Pd per le dimissioni del premier. Difficile etichettare gli elettori. Merola ha fatto il pieno nei circoli Pd e ha dovuto combattere contro l'etichetta di «candidato calato dall'alto» o di apparato.
Frascaroli, una vita spesa nel sociale, è riuscita a riunire intorno a sé l'ala sinistra e molto associazionismo. Ma anche giovani e donne che volevano dare un segnale al partito per un maggiore rinnovamento. E proprio sul «cambiamento» e sull'apertura ai giovani come parole d'ordine si è giocata la sfida tra i due: «Sto cambiando il partito - aveva assicurato Merola - chiedo 10 anni per cambiare la città puntando su innovazione, cultura, università».
Primi exit-poll: Merola in vantaggio
Virginio Merola al 49,5-53,5%, Amelia Frascaroli al 40-44%, Benedetto Zacchiroli 5,5-7,5%. Sono gli exit-poll di 'Termometro Politico' per le primarie del centrosinistra di Bologna (il margine d'errore e' stimato in un +/- 1,5%). L'affluenza dovrebbe raggiungere quota 28.000-29.000 votanti. L'exit poll e' stato effettuato in 17 seggi-campione e si basa su circa 2.000 interviste.
BUONA L'AFFLUENZA: in vista quota 25mila
A pochi minuti dalla chiusura dei seggi, prevista alle 22, la coalizione di centrosinistra scaccia il primo fantasma che aleggiava sulla primarie bolognesi, quello del rischio flop. Con 22.400 votanti alle 18 sembra già a portata di mano il traguardo dei 25mila elettori, andati alle urne nel 2008 per la scelta del candidato sindaco (allora la sfida era interna al Pd, oggi il voto è promosso da Pd Idv e Sel). E circolano cifre ufficiose, che vedrebbero superati i 25 mila voti già alle 20.30.
Altri numeri dalla consultazione bolognese. Tre i candidati: il Pd Virginio Merola, 55 anni; la catto-vendoliana Amelia Frascaroli, 56 anni; l'outsider, il 38enne Benedetto Zacchiroli.
Per ora sembra essere in vantaggio Merola, con una forbice che però si è andata assottigliando nei confronti dell'ex dirigente Caritas Frascaroli.
Cinquanta i seggi allestiti in città, 400 gli scrutatori messi in campo, 40mila euro il budget del Comitato organizzatore delle primarie (di cui 20 mila per una campagna informativa rivolta a tutte le famiglie bolognesi).
Sono invece 750 i lavoratori e studenti fuori sede che si sono registrati on line per poter partecipare, tra questi 18 gli stranieri. Alle 20 però solo 300 avevano votato nel seggio a loro riservato.
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Sono 22.414 i bolognesi che, alle 18, si erano recati alle urne per scegliere il candidato sindaco del Centrosinistra. Un risultato - non ancora definitivo perché le urne chiuderanno alle 22 - sicuramente buono e oltre le aspettative di molti osservatori.
Nel 2008 i votanti furono 25mila: è vero che si trattava si consultazioni interne al Pd (e non di coalizione come quelle odierne), ma è chiaro che avvicinarsi e superare quel traguardo darebbe ragione alla dirigenza democratica bolognese, che ha fortemente voluto questo appuntamento.
Da alcuni seggi si sottolinea la grande affluenza delle donne, che
“approfittano” delle primarie per firmare la petizione del Pd che chiede le dimissioni del premier Berlusconi. La democrazia, insomma, sembra prevalere contro il Bunga Bunga.
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Tre i candidati in gara, che stanno passando la giornata in famiglia, in attesa dei risultati definitivi verso la mezzanotte. Virginio Merola, 55 anni, ex assessore Pd della giunta Cofferati, fugherà l'ansia dell'attesa al cinema, a vedere «Qualunquemente» di Albanese. Amelia Frascaroli, 56 anni, ex dirigente della Caritas, candidata civica sostentuta da Sel, Verdi e Federazione della sinistra, passerà queste ore a casa con i familiari. Così l’outsider civico Benedetto Zacchiroli, 38 anni, esperto in relazioni internazionali, che ha accompagnato al seggio nel pomeriggio l’amico e sponsor Lucio Dalla
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Dopo le 22, si ritroveranno tutti al circolo democratico Passepartout - uno dei più frequentati di Bologna - per assistere in diretta allo spoglio.
In mattinata hanno votato anche Romano Prodi e la moglie Flavia (che venerdì si è schierata per la cattolica Frascaroli). “Chi ho scelto? Non lo rivelai nemmeno quando correvo io…”, scherza l’ex premier appena tornato dalla Cina. «Le primarie si criticano finchè si vuole, però sono un grande di civiltà democratica - osserva il Professore -. E poi, anche se imperfetto, è un momento di democrazia che si può rimpiangere».
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Il Comitato Primarie ha comunicato che l'affluenza alle ore 12 alle elezioni primarie del candidato sindaco per la coalizione di centro sinistra è stata pari a 9.892 persone. Nel 2008 avevano votato in tutto poco meno di 25.000 persone e dunque il risultato viene considerato piuttosto buono, visto che si può votare fino alle 22, e visto che c'erano timori per una scarsa affluenza alle urne. Ai seggi non ci sono state code particolari, ma si è registrato un certo viavai. Tra i votanti anche Romano Prodi e la moglie Flavia.