Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

L'ira di Bersani sul Pdl:
«Così sarà rottura»

Il leader Pd avverte: «Sulla legge elettorale no a colpi di mano». Anche Casini auspica la rapida approvazione di una nuova legge: «Senza furberie o rinvii».
Bersani, dito
Di Simone Collini
29 luglio 2012
A - A
«Un colpo di mano da parte del Pdl sarebbe un atto di rottura irrimediabile». Irritato è dir poco. Tanto che la prima stesura della nota scritta da Pier Luigi Bersani era molto più dura, molto più esplicita nel delineare le conseguenze derivanti da un blitz di Pdl e Lega a Palazzo Madama sulla legge elettorale, per di più avallato dal presidente del Senato Renato Schifani nell’evocare un’approvazione a maggioranza. La versione poi data alle agenzie di stampa dal leader Pd è stata smussata, ma fino a un certo punto: «Come si vede anche dalle dichiarazioni del presidente del Senato Schifani, il Pdl sulla legge elettorale oscilla tra pratiche dilatorie ormai estenuanti e la suggestione di un colpo di mano in Parlamento. Quanto alla ipotesi del colpo di mano, è evidente che se si ripetesse per la legge elettorale quel che si è visto proprio in Senato per la riforma costituzionale, sarebbe un atto di rottura irrimediabile».

Un monito che, chiaramente, non riguarda soltanto le trattative in corso per arrivare a un testo condiviso sulla legge elettorale. Il leader del Pd lo ha anche detto pochi giorni fa al presidente del Consiglio, nel corso del colloquio a Palazzo Chigi, che il riemergere della vecchia maggioranza Pdl-Lega avrebbe indebolito il governo e minato il seguito della legislatura.

Una preoccupazione diffusa nel Pd (Massimo D’Alema in un’intervista a l’Unità a inizio settimana aveva parlato di «situazione sempre più insostenibile») ma condivisa anche dai vertici dell’Udc, di fronte al comportamento «ambiguo» del Pdl.

Precedente Precedente
Pagina 1 di 2