Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Bersani: «No tagli al Sociale
Ritorno a Lira? Affare per ricchi»

Il segretario Pd risponde a Gianni Riotta, Matteo Bordone, Francesco Cundari de l'Unità, Filippo Sensi, Tonia Mastrobuoni e Massimo Razzi.
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3 luglio 2012
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Il governo, le alleanze, le primarie. Il lavoro, gli esodati, i tagli. Pier Luigi Bersani risponde alle domande dei giornalisti e blogger Gianni Riotta, Matteo Bordone, Massimo Razzi, Francesco Cundari dell'Unità, Filippo Sensi, Tonia Mastrobuoni, Chiara Geloni
e disegna i punti chiavi della sua segreteria. Lo fa in diretta sul suo canale Youtube e su YoudemTv. Ecco i temi principali toccati durante talk.

NON ACCETTO TAGLI AL SOCIALE

Subito uno sguardo al tema del giorno, la spending review. Cosa ne pensa Bersani? «Non conosco i contenuti di questa operazione - dice - ma ho chiaro un criterio: sulla spending review sono d'accordo, ma sui tagli al sociale no. È giusto abbassare i costi di una siringa, ma non accetto che si tagli il posto di un infermiere che fa le punture. Se dietro all'abbassamento dei costi si nascondesse un taglio al sociale, io non sarei d'accordo».

RITORNO ALLA LIRA: AFFARI PER RICCHI

«C'è qualcuno che sostiene che ci riprendiamo la lira. Basta sapere che l'effetto sarebbe un arricchimento di chi ha portato i soldi fuori e un impoverimento micidiale della gente normale». Così Pier Luigi Bersani replica a chi ipotizza l'uscita dall'euro.

LE PRIMARIE

«Ma perchè vi agitate per le primarie? - dice Bersani - Abbiamo alle spalle un sacco di esperienze di primarie. Quanti mesi prima delle elezioni le abbiamo tenute? Tre mesi, due e mezzo? Era così e grosso modo terremo questo schema anche questa volta».

LA LEGGE ELETTORALE: COLLEGI TERRITORIALI
«Ho dovuto prendere atto con dispiacere per il Pd ma anche per l'Italia che non c'è verso di fare il doppio turno», spiega Bersani. «Ma questo cosa significa- si chiede il segretario democratico- che manteniamo il porcellum? No. Stiamo ragionando su due paletti: il cittadino deve sapere chi governa e deve potere guardare in faccia il suo parlamentare. E questo è un sistema che per noi non passa per le preferenze, che invece ci portano a una vecchia storia. Passa piuttosto per i collegi territoriali».