Dalla "discesa in campo" alla "discesa in rete". Sono passati diciotto anni dalla decisione di Berlusconi di fare politica, ma il suo linguaggio non è mutato di una virgola. I comunisti, la libertà, i giudici, i fraintendimenti continui da parte della stampa. Sono i grani di un rosario - a volte lagnoso, a volte colorito, più spesso noioso - che la maturità politica non ha tolto dalle mani del Cavaliere.
Stesso discorso vale per internet - oggi, in occasione di questi diciotto anni è stato lanciato il nuovo sito Pdl.it. Anche in questo caso: grandi promesse (chi si ricorda le tre "i"?), grandi scivoloni (chi si ricorda di quel Google pronunciato Gogol?), grandi piani (quante volte ormai è stata annunciata la "discesa in rete" del Cavaliere?).
Il rapporto dell'ex premier con la rete non è mai stato semplice. Mattatore della comunicazione televisiva, sembra un pesce fuor d'acqua quando si tratta di parlare del e nel web. Sta provando a dargli una mano l'onorevole Antonio Palmieri, responsabile internet del Pdl. Con la sua squadra ha disegnato un sito che fa della partecipazione un suo punto di forza.
Molti gli elementi mutuati da Facebook e Twitter (l'uso delle "faccine", la stessa impostazione dell'home page, che somiglia molto alla timeline di Zuckerberg). Molte le possibilità di intervenire nel dibattito del partito (sondaggi, forum, wall dove scrivere i propri messaggi). Purtroppo, però, alla domanda se a questi messaggi (e sono già tanti, e sopratutto rivolti a Berlusconi) il Pdl abbia intenzione di rispondere (come molti gli chiedono), Palmieri si trincera dietro il peso istituzionale della pagina ("compito delicato").
Ancora una volta, così, si dimostra di non aver capito molto bene il web (che è sopratutto dialogo). Quando Palmieri dice che Berlusconi su Fb risponde ai suoi likers con i suoi post non capisce che questo è un tipo di comunicazione dall'alto che non funziona per niente su internet (e specie nel mondo social). Quando dice che l'ex premier per ora non aprirà nessun account Twitter perché è un mezzo troppo diretto, e dagli spazi troppo esigui (ma la sintesi in politica non è un pregio?), avvalora un po' l'idea di una comunicazione unidirezionale che nonostante gli sforzi del nuovo sito sembra ancora prevalente.
Onorevole Palmieri, al nuovo sito avete cominciato a lavorare nel luglio dell'anno scorso, più o meno dopo la nomina di Angelino Alfano segretario del Pdl. C'è un collegamento tra le due cose?
Allora, intanto iniziamo col dire che la versione precedente di Pdl.it risaliva al 2009, un mare di tempo, per internet. Nel maggio del 2009 avevamo creato ForzaSilvio.it, poi GovernoBerlusconi.it. Era ora di pensare a una nuova piattaforma, che fosse possibilmente più avanti, rispetto agli altri, ma questo sarete voi a giudicarlo. Certamente, l'arrivo di Alfano ci ha spronato. Nel suo discorso ha detto che avrebbe voluto che internet fosse un luogo privilegiato per il rapporto con gli elettori. Avevamo già in animo di fare un portale aperto ai loro contributi, ma le sue parole sono state uno stimolo in più.
Sarà, però le prime due aperture del sito sono dedicate a Berlusconi, Alfano arriva solo dopo l'audiomessaggio del Cavaliere e la ricostruzione dei suoi 18 anni in politica. Per celebrare Berlusconi non bastava ForzaSilvio.it?
Ma è il fondatore del Pdl, dove lo vogliamo mettere? L'anniversario è per tutti, tutta la famiglia si ritrova a festeggiare il compleanno del babbo. E il questionario sul merito più importante della sua azione politica è un po' il nostro regalo. Vogliamo che la nostra comunità si esprima.
Che fine ha fatto l'idea della web-tv?
Oh, quello è un colossale equivoco. E' nato perché durante una riunione in cui Berlusconi e Alfano mi diedero l'incarico di curare la comunicazione su internet, il presidente disse: "Sarai tu e ti darò anche la sede della webtv di D'Alema". Qualche collega, parlando con la stampa, ha legato le due cose. Non c'è nessuna idea di fare una web-tv tipo Youdem o Red Tv. C'è il canale video del Pdl, abbiamo in testa qualche iniziativa speciale, ma niente web-tv.
Come mai Berlusconi non è presente su Twitter?
Abbiamo preferito focalizzarci su Facebook, e lo abbiamo fatto per due motivi. Il primo è meramente numerico, e cioè visto che su Fb parliamo di milioni di iscritti in più rispetto a Twitter volevamo sfruttare quei numeri. Il secondo è che secondo me Berlusconi non è uomo da Twitter. Twitter è un information network, e lui non ha bisogno, come fanno gli altri leader politici, di un'ulteriore piattaforma per lanciare i suoi comunicati stampa. E' evidente che non appena parla c'è già un feedback immediato da parte della stampa. E poi Twitter non permette, al contrario di Fb, l'approfondimento, la completezza, né tantomeno la semplicità nel monitorare le risposte. Per questi motivi per ora non abbiamo pensato di aprire un account su Twitter. In futuro si vedrà.
Però anche sulla pagina Fb di Berlusconi l'interazione latita. Centinaia di messaggi, come avviene anche sul nuovo sito, che fanno emergere un elettorato molto deluso, persino arrabbiato, con la scelta del Pdl di continuare ad appoggiare il governo Monti. Pochi i feedback da parte vostra, o sbaglio?
Leggiamo tutto. Pratichiamo l'ascolto. La risposta sta nei post successivi. Che continuano ad approfondire i motivi della scelta del Pdl. Noi tentiamo di rispondere in tutti gli spazi, rispiegando i perché di questa scelta. Su Fb avviene nei post successivi. Su Spazio Azzurro avviene attraverso le cose che scegliamo di mettere sul portale. Non escludiamo nel prossimo futuro di comportarci diversamente. E' come se avessimo buttato la palla dall'altra parte della rete e aspettassimo di vedere cosa ci torna indietro
Ma un discorso del genere non è un po' troppo vecchio? Il web ormai vive di interazione da anni...
Un sito istituzionale ha la responsabilità di rappresentare tutti. Il rapporto diretto è riservato ai singoli rappresentanti. Il Pdl non può parlare a titolo personale. Le nostre risposte sono negli atti politici e nella documentazione che segue agli atti politici.