«L'attività del governo ha del miracoloso» e «se gli italiani sapessero ciò che abbiamo fatto dovrebbero farci un monumento». Non solo: «Il presidente del Consiglio italiano in tutti i consessi internazionali è quello più esperto», esperto anche di processi, grazie ai suoi «30 e lode in procedura civile» e soprattutto «a intelligenza non è secondo a nessuno».
Silvio Berlusconi si autoincensa dopo la batosta elettorale: quello che fa miracoli da Nord a Sud; quello che sancisce la pace nucleare tra Russia e Stati Uniti; quello che ha i «brividi nella schiena» se pensa alla sinistra al governo; quello che si dice da solo quanto è bravo e bello, visto che a lui, proprio come succedeva alla «zia Marina», non «lo dice nessuno».
A Palazzo Chigi tra Angelino Alfano e Roberto Maroni per presentare la riforma del processo civile e il codice antimafia, Berlusconi approfitta delle domande dei cronisti per lanciarsi in un lungo spot pro-governo: «Avendo molto da fare, abbiamo dedicato poco tempo alla comunicazione, colpevolmente. Ci siamo ripromessi di dare più spazio alla comunicazione». E allora via subito: Berlusconi rivendica un po' tutto, il «miracoloso» con cui il governo ha operato in questi anni, tutte le 'missioni compiutè merito dell'esecutivo.
Dai rifiuti a Napoli al terremoto dell'Aquila, da Lampedusa, al riavvicinamento tra Usa e Russa, tra Obama e Medvedev. Dagli impiegati pubblici, tutti rimasti al loro posto, agli stanziamenti per regioni e comunica, fino allo sempreverde «non abbiamo mai messo le mani nelle tasce degli italiani».
La sconfitta alle amministrative non lo scalfisce: «Il disgusto che gli italiani provano per la classe politica- attacca- deriva dalla rappresentazione che ne danno media, soprattutto quelli televisivi». E la magistratura? Non manca: «Inventa accuse assolutamente inesistenti e infondate, portando danno all'intero Paese. Tutto questo mix fa sì che oggi noi pensiamo alla presente situazione italiana come qualcosa di negativo».
«Molto spesso, trovandomi in situazioni internazionali, penso a cosa succederebbe se ci fosse questo o quel leader della sinistra e mi vengono i brividi sulla schiena». ha detto il premier. «Anche perchè - aggiunge il premier - nonostante quello che dicono i giornali, il presidente italiano è il più esperto ed è su un gradino più alto rispetto agli altri».
Poi sui referendum: «Penso che non mi recherò a votare» per i referendum, ha detto il premier. «È diritto dei cittadini decidere se votare o meno per il referendum».
«Un respiro, perché per passare dal lavoro a 100 all'ora alla tranquilla esposizione agli amici giornalisti di due importanti provvedimenti ci vuole un attimo di sosta», ha detto all'inizio della conferenza stampa.
Poi ironizza: «Nonostante l'appeal che la vita privata ha su alcuni di noi, dovrete sopportarci fino al 2013». Ironia involontaria? Pensa alle feste ad Arcore?
La manovra? «Non sono 33 miliardi per niente, state tranquilli, inutile andare a preoccupare i cittadini per cose che non sono vere, andremo avanti con uno 0,7- 0,8% di Pil, non c'è da preoccuparsi», ha detto Berlusconi. «Siamo i primi in Europa nonostante tutto quanto ricevuto in eredità dal passato», come l'elevato «debito pubblico» e il costo dell'energia.
«La manovra di 40 mld- spiega- non è nulla di preoccupante, occorre aderire alle indicazioni della Commissione Ue. Noi siamo in una posizione privilegiata, meglio di noi c'è solo la Germania». In Italia, aggiunge, «non abbiamo aumentato violentemente l'età pensionabile, non è stata alzata fortemente l'Iva, non sono stati licenziati o tagliati gli stipendi dei dipendenti pubblici». Insomma, tutto è stato fatto «senza aumentare le imposte».
I ministeri al Nord? «Non è trasferimento di ministeri, non esiste, si tratta di uffici di rappresentanza», ha specificato Berlusconi.
Dispiaciuto per l'addio di Santoro dalla Rai? «Non posso dirlo», ha risposto il premier. «Non leggo più i giornali. Paolo Bonaiuti mi manda le notizie in una nota, leggere i giornali significa disinformarsi». È l'ultimo attacco in ordine di tempo portato avanti dal premier Silvio Berlusconi alla stampa.
L'alta tensione con bersani? «Sono del tutto destituite di fondamento le notizie di stampa. Ormai per quanto riguarda la politica la stampa si è assolutamente allontanata dalla realtà. Io non lego più i giornali, leggerli significa disinformarsi».tensione nei rapporti con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
«Se non va a votare lui, ci andranno gli italiani». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta l'annuncio del premier Silvio Berlusconi che non si recherà a votare. In un colloquio con i giovani universitari di Italia 110, Bersani ha anche ribadito che «il voto è nel merito dei quesiti, non pro o contro Berlusconi. Del resto - ha aggiunto - è da un anno che gli diciamo che deve andare a casa».
«Triste parabola quella di Berlusconi che non riesce neanche a sottrarsi al ridicolo. La conferenza stampa di oggi, con la riproposizione delle solite cose di cattivo gusto, è la dimostrazione delle difficoltà in cui si trova il presidente del consiglio. Sembra sempre più il Gigi Bagini interpretato da Tognazzi in 'Io la conoscevo benè, che ballava a comando sui tavolini, per far vedere che era ancora in grado di essere al centro della scena». Lo afferma il deputato Pd Alberto Losacco.