Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

«Basta Porcellum»: digiuno di deputati Pd

Il primo a partire, da vero maratoneta dei digiuni, è stato Roberto Giachetti, deputato del Pd con alle spalle anni di militanza radicale.
referendi, firme contro il Porcellum
7 agosto 2012
A - A
Il primo a partire, da vero maratoneta dei digiuni, è stato Roberto Giachetti, deputato del Pd con alle spalle anni di militanza radicale. Arrivato al trentesimo giorno di sciopero della fame, come Forrest Gump, si è voltato per vedere se qualcuno lo seguiva.

E così è stato. Da ieri, è iniziata la staffetta per dargli in cambio. E fare pressing sul parlamento anche durante la pausa estiva perché cambi l’attuale legge elettorale nota come «Porcellum». Quello è l’obiettivo: tenere accesa l’attenzione anche in questi giorni d’agosto sulla riforma elettorale, che «nonostante le promesse ripetute da parte di tutte le forze politiche non è ancora stata votata».

Funziona così: il passaggio del testimone avviene alla mezzanotte. E i turni di digiuno, già pianificati fino al 3 settembre, durano 24 ore. A lanciare l’iniziativa, il Pd di Roma. Con Gianluca Santilli, responsabile comunicazione, che ieri ha dato il via alle prime 24 ore di sciopero della fame, in tandem con Lucia Zabatta, responsabile della Ricerca. Domani sarà la volta del segretario romano Marco Miccoli. E così via. Le iscrizioni sono aperte sul gruppo facebook «24 ore di digiuno per dire no al Procellum».

E hanno già raggiunto in poche ore quota 70. Militanti, esponenti politici, semplici cittadini. E anche qualche deputato. Il primo parlamentare ad aderire è stato Fausto Recchia. Poi, in corsa, si sono uniti anche Ermete Realacci e Paolo Gentiloni. Mentre cominciano ad arrivare le prime adesioni trasversali. A cominciare da Benedetto Della Vedova, deputato di Fli