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Arresto in corsia a Firenze
del chirurgo Macchiarini

paolo macchiarini 640
27 settembre 2012
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Arresto clamoroso in corsia a Firenze: il chirurgo Paolo Macchiarini è ai domiciliari. Luminare dei trapianti di trachea, è accusato di tentata truffa. Fu un caso clamoroso di “cervello in fuga” rientrato con l'offerta dell'incarico nell'ospedale fiorentino di Creggi dove Finanza lo ha prelevato aspettando che terminasse un intervento. Secondo i pm avrebbe approfittato «delle condizioni psicologiche di particolare fragilità» del malato, solitamente di tumore, e dei suoi familiari per suggerire loro o il ricovero da lui in regime di libera professione o di rivolgersi a strutture private di sua fiducia. Paventando lunghi tempi di attesa nell'ospedale pubblico quando invece i pazienti dovevano aspettare 7-15 giorni oppure dicendo che l'operazione sarebbe stata affidata a un altro chirurgo.

Secondo i pm Macchiarini «avrebbe indotto i pazienti ed i loro familiari a rivolgersi a strutture private esterne, in Italia e all'estero, dove prestava attività personalmente o con cui aveva comunque collegamenti». Lo dice l'ordinanza di custodia cautelare. I capi di imputazione sarebbero tentata truffa aggravata e tentata concussione. «In alcuni casi, di pazienti particolarmente gravi, si evince ancora dall'ordinanza, i metodi di convincimento di Macchiarini erano particolarmente subdoli».

In un'occasione, dopo aver proposto a un paziente affetto da carcinoma al polmone «il ricovero e l'intervento in una clinica di Londra, falsamente rappresentava di svolgere l'attività di chirurgo in Italia solo a pagamento» consiglianò di «sottoporsi a intervento chirurgico per l'asportazione del tumore in regime di libera professione e a corrispondere indebitamente la somma complessiva, giusta preventivo dell'azienda ospedaliera di Careggi, di 44.663 euro, di cui 25 mila a lui destinati a titolo di onorario». In altri casi avrebbe consigliato il ricovero in regime di libera professione dicendo ai familiari del paziente che era «l'unico modo per evitare che l'intervento fosse eseguito da un altro medico in servizio al reparto» o sostenendo che la lista d'attesa della struttura pubblica era di tre mesi mentre, in realtà, oscillavano fra i sette e i quindici giorni.

DIFESA, SECCATO E PENTITO RITORNO ITALIA
«È solo molto seccato di aver subito questa angheria ed è quasi pentito di essere tornato a lavorare in Italia». Così l'avvocato Rosario Bevacqua, difensore del chirurgo Paolo Macchiarini, ha commentato lo stato d'animo del suo assistito, ai domiciliari per un'inchiesta della procura di Firenze. «Si tratta di fatti vecchi, del 2010 - spiega il legale - e le accuse si riferiscono solo a tentativi di reato. Questo provvedimento si poteva anche evitare».

ROSSI, FIDUCIA OPERATO MAGISTRATURA
«Abbiamo fiducia nell'operato della magistratura fiorentina e al stesso tempo siamo fiduciosi che il professor Macchiarini riuscirà a dimostrare propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati», dichiara il governatore della Toscana Enrico Rossi. «Se Macchiarini ha commesso errori o reati è giusto che ne risponda e che paghi davanti alla legge come deve accadere per tutti i cittadini, ma questo non mette in discussione la sua attività di ricercatore e di chirurgo la cui valutazione compete esclusivamente alla comunità scientifica».