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Addio «poltrona in pelle umana»
Con i tagli, l'ufficio diventa mini

fantozzi 480
5 settembre 2012
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La spending review si impone nella pubblica amministrazione e gli uffici diventano mini. Per ogni addetto si potrà arrivare in futuro, tra scrivania personale e spazi comuni, fino ad un minimo di 12 metri quadrati. Al massimo si arriverà a 20 mq se l'edificio è nuovo. Nel caso di vecchi immobili, dove è oggettivamente difficile razionalizzare gli spazi all'osso, il parametro di riferimento sarà di 20-25 metri quadrati a impiegato.

A parlare della razionalizzazione degli spazi, uno degli elementi dei necessari risparmi alla spesa pubblica, è il direttore dell'Agenzia del Demanio, Stefano Scalera, che oggi ha fornito i dati aggiornati sul patrimonio dello Stato nel corso di un'audizione alla Commissione Finanze della Camera.

Sempre nell'ottica dei risparmi di spesa, da martedì partiranno gli incontri tra l'Agenzia del Demanio e le varie amministrazioni per valutare le azioni da mettere in campo per ottimizzare le spese di manutenzione. La spending review è «un processo continuativo volto all'individuazione delle aree di inefficienza della spesa e di inefficacia delle politiche», spiega il Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio nel rapporto sulla spesa delle amministrazioni dello Stato dal quale emerge che dal 1980 ad oggi la spesa è praticamente decuplicata, passando da 85 a circa 800 miliardi di euro.

Tornando alle questioni legate al demanio, Scalera ha anche fatto il punto sul patrimonio dello Stato. Gli immobili valgono complessivamente 55,6 miliardi di euro ma lo Stato spende anche una cifra ragguardevole, pari a 1,2 miliardi di euro all'anno, per affitti. Sono infatti 10.696 gli utilizzi da parte dello Stato di immobili di proprietà di terzi, mentre il valore complessivo dei beni pubblici in uso governativo è pari a 47 miliardi di euro e sul totale di circa 20.200 cespiti, «insistono 12.905 utilizzi per una superficie lorda in uso di 62.589.068 mq», ha riferito ancora Scalera.

Su tutta la partita degli immobili pesa ora anche il calo del mercato immobiliare, questione che riguarda non solo i cespiti pubblici ma, per esempio, anche quelli delle grandi società, in quanto sulle carte figurano valori non sempre corrispondenti alla crisi che sta attraversando il comparto. «Adesso il mercato sta scendendo e può creare un problema» nell'ambito delle valorizzazioni degli immobili pubblici e «bisogna affrontare questo tema», ha sottolineato il direttore del Demanio. «I prezzi delle compravendite sono scesi lo scorso anno e continuano a scendere. Questo si riverbererà sui bilanci pubblici, è un'impasse che non porta a valorizzare gli immobili sul mercato, occorrerà trovare una soluzione», ha aggiunto.