Il direttore di Telejato è rinviato a giudizio perché non ha il tesserino dell’ordine. Eppure rischia la vita con un lavoro difficile e solitario in una regione dove l’80% dell’informazione è subalterna alle regole del silenzio. Ricordo le reazioni di tanti legulei e farisei quando uccisero Rostagno e Impastato: li hanno ammazzati ma non erano giornalisti.
Apprezzo le parole di Fini. Ma il suo partito, il PdL, in tre giorni non ha mai nominato la mafia. Per dire che c’è un problema di sicurezza che non dipende dagli immigrati ma dalle leggi parallele della criminalità organizzata.
Rischia di bruciarsela garantendo per 630 deputati. A meno che abbia informazioni che noi ignoriamo per ritenere Cosentino accusato ingiustamente da 5 pentiti.
Chi ha smarrito o mai estratto le armi della parola e della memoria. Giornalisti in cerca di carriera. Politici per farsi sinistra di governo. Lo Stato: perchè la memoria è l’arte dei vivi, non il ricordo dei morti.
La mafia non uccide più ma c’è ancora. È la prima azienda italiana per fatturato, dipendenti, controllo del territorio.