Gli errori nella scomparsa di Yara
In quel campo ricerche marginali
-Il parroco: «L'orco è tra noi» | VIDEO
-Lo smacco della polizia locale
-E' giallo: il questore «Trovate cose importantissime»
Nel campo vicino alla zona industriale di Chignolo d'Isola (Bergamo) dove l'altro ieri pomeriggio è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso a Brembate Sopra (Bergamo), le ricerche sono state compiute, ma secondo alcune indiscrezioni non in modo particolarmente approfondito.
Il particolare emerge dagli accertamenti in corso da parte degli inquirenti che devono capire esattamente chi abbia condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia. «Non si tratta di gettare la croce su nessuno, sia ben chiaro», dice un investigatore. Ma il particolare è fondamentale per capire se Yara possa essere stata abbandonata lì da tempo o più di recente.
Sarà effettuata, intanto, oggi nell'Istituto di medicina legale di Milano, l'autopsia sul corpo di Yara .
Oltre ai medici legali, all'esame autoptioco parteciperà anche l'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che in passato si è occupata degli omicidi delle cosiddette Bestie di Satana e del caso di Elisa Claps.
Dall'esame medico-legale si attende la conferma di quanto trapelato ieri ossia che sul corpo di Yara, l'assassino, o gli assassini, abbiano infierito con almeno sei coltellate. Segni che per essere evidenziati debbono aver necessariamente scalfito le ossa della ragazzina, dato che non potrebbero aver lasciato tracce sui tessuti in decomposizione.
Dall'autopsia gli inquirenti attendono anche di sapere se l'aggressione mortale sia state preceduta da una violenza sessuale.
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CADAVERE AVEVA BRACCIA ALL'INDIETRO
IN TASCA CHIAVI E SIM DI UN CELLULARE
MA MANCA TELEFONINO
Il corpo di Yara era disteso sulla schiena con le braccia all'indietro. A riferirlo è un testimone oculare, uno dei primi arrivati sul posto, che ha potuto osservare la scena del crimine prima che tutti venissero allontanati per fare spazio agli uomini della Scientifica. Secondo quanto si è appreso, i resti non erano individuabili da lontano, e nonostante si trovassero senza alcuna copertura nemmeno parziale sopra le sterpaglie, già da pochi passi risultavano praticamente invisibili. La scena apparsa davanti agli occhi delle prime persone accorse sul posto è stata quella di un cadavere in avanzatissimo stato di decomposizione: disteso sulla schiena, con le braccia all'indietro oltre il capo come nel tentativo di liberarsi da qualcuno di dosso, o forse per via di un breve trascinamento. Le mani parzialmente coperte dalle maniche del giubbotto, lo stesso che indossava il giorno che è scomparsa, come peraltro gli altri abiti che indossava, la felpa, i pantaloni elasticizzati e i guanti. In tasca sono stati trovati alcuni oggetti come una sim card di un telefonino, presumibilmente il suo, le chiavi di casa e la batteria di un telefonino, che invece manca all'appello. Il corpo in alcuni tratti era quasi mummificato e in alcuni punti scarnificato forse per l'intervento di alcuni animali, e presentava dei taglietti, uno più esteso alla schiena all'altezza dei reni, altri più piccoli all'altezza del collo e del petto. Segni che però ancora non è chiaro se siano stati provocati da chi l'ha aggredita o se siano stati inflitti post mortem. Una parola certa su tutto ciò non si potrà avere, a livello investigativo, fino a quando gli accertamenti più approfonditi sugli oggetti trovati e le risultanze autoptiche non daranno il giusto valore a ciascuno di questi elementi.
QUESTORE BERGAMO, INDAGINI
SU OGGETTI RITROVATI
Il valore delle evidenze investigative raccolte sul luogo del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio è in corso di analisi da parte degli inquirenti. Il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, ha precisato di "non confermare né smentire" nulla a riguardo ad alcune indiscrezioni relative al ritrovamento di una sim e di altri oggetti appartenuti a Yara. Il lavoro dell'Ert, l'unita speciale dello Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato, di grande importanza per gli investigatori, proseguirà a oltranza fino a quando il terreno non sarà stato analizzato palmo a palmo. Saranno però accertamenti più approfonditi, fanno notare in ambienti investigativi, a permettere di capire quanto gli oggetti rinvenuti siano effettivamente utili alle indagini.
OPERAIO AZIENDA, SONO STATO
IN CAMPO NON C'ERA NIENTE
''Io ci sono stato a cercare la', non c'era assolutamente niente''. Lo ha detto, questa mattina, con parole smozzicate, un operaio che lavora nella ditta Rosa & C., una Spa che produce laminati industriali, proprietaria del terreno sterrato e al momento incolto, dove ieri pomeriggio e' stato ritrovato il corpo di Yara Gambirasio. Gia' ieri si era accennato al fatto che oltre alle ricerche effettuate dai volontari della Protezione Civile proprio in quel posto, anche i dipendenti della ditta avevano deciso, in una occasione, di effettuare una ricerca tutti insieme. ''Si', si' - conferma l'operaio - ci siamo stati a vedere in quel posto. E c'ero anch'io, ma la' non c'era assolutamente niente''. La Rosa & C. Spa e' un'azienda molto grande con diversi capannoni, sia industriali che ad uso ufficio, che si estende per un fronte di oltre 100 metri e termina proprio alla fine della strada asfaltata oltre la quale comincia il campo incolto dove sono stati trovati i resti.
DON CORINNO, ADESSO
SAPPIAMO COSA E' UN ORCO
''Nelle favole tutto finisce bene ma adesso sappiamo cosa e' un orco e siamo preoccupati perche' l'orco e' tra noi'': lo ha detto don Corinno, parrocco di Brembate, nella messa delle ore 10. La chiesa era strapiena e in molti non hanno nascosto la loro commozione. Il parroco ha annunciato che fino a sera le campane del paese suoneranno a festa ogni ora ''perche' - ha spiegato - ora Yara e' un angelo''.
LA STORIA
Yara Gambirasio era scomparsa il 26 novembre, a Brembate Sopra (Bergamo). Erano più o meno le 18.40 quando la tredicenne, giovane promessa della ginnastica ritmica, è uscita dal palazzetto dello sport per tornare a casa. Da quel momento di lei si sono perse le tracce. Yara è scomparsa tra via Morlotti e via Rampinelli, lungo i 700 metri che portano dal centro sportivo alla sua abitazione.
Tre mesi dopo quella fredda sera d'autunno, gli interrogativi del primo giorno restano ancora senza risposta. Polizia e carabinieri hanno ascoltato centinaia di persone, scandagliato la vita di amici e familiari, perlustrato palmo a palmo decine di chilometri quadrati di terreni, dalla Val Brembana, alla zona dell'Isola, fino alla Bassa Bergamasca. Il fiuto dei cani ha portato al gigantesco cantiere di Mapello (Bergamo), ispezionato a fondo per circa due settimane, attorno al quale sono state fatte mille ipotesi.
Il caso sembrava chiuso già dopo una settimana, con l'arresto di un muratore marocchino, che poi si è rivelato estraneo alla vicenda.
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LE ALTRE NOTIZIE
IL CORPO DI YARA
è stato trovato in un campo incolto a tra Madone e Chignolo d'Isola, ad una decina di chilometri da casa sua. Il corpo della ragazza era abbandonato tra l'erba alta.
«FERITE SUL COLLO E LA SCHIENA»
In base a una prima ispezione del cadavere, resa difficile dallo stato di decomposizione del corpo, Yara Gambirasio ha subito ferite d'arma da taglio alla schiena e al collo prima di morire. È quanto ha rilevato l'anatomopatologa Cristina Cattaneo sui resti, ritrovati ieri in un campo, della ragazza scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate.
TROVATI I-POD E SIM DEL CELLULLARE
In base a quanto scrive oggi l'Eco di Bergamo nei pressi del corpo di Yara sono stati inoltre trovati alcuni elementi molto utili per le indagini: le chiavi, l'iPod, ma soprattutto la sim del cellulare e la batteria dell'apparecchio, sui quali polizia e carabinieri stanno effettuando analisi tecniche e scientifiche alla ricerca di tracce utili.
PELLEGRINAGGIO E FIORI A BREMBATE
Nei pressi della casa dei Gambirasio a Brembate iniziano ad arrivare diverse persone con il desiderio di lasciare fiori, un biglietto o un segnale di affetto. I primi hanno portato una rosa bianca e un orsacchiotto con il messaggio «Sei un piccolo angelo». Il biglietto è stato lasciato sotto la casella della posta. Poco dopo le forze dell'ordine che transennano la zona hanno però impedito ad altri, su richiesta dei genitori di Yara, di avvicinarsi fino alla porta. «Noi piangiamo per tutte le sofferenze che hai dovuto patire, piangiamo la perdita di una delle nostre figlie, per la miseria umana e per non averti saputo proteggere» si legge in uno dei messaggi lasciati a distanza dall'abitazione. Un altro è firmato dalla «amica Gaia» e ricorda il sorriso e la dolcezza della giovane vittima.
IL QUESTORE: «TROVATE COSE IMPORTANTISSIME»
«Abbiamo trovato cose importantissime...». Lo ha detto il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, stamani in uno dei diversi sopralluoghi che ha effettuato sul luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio. Oltre ai resti di Yara e ai suoi vestiti, intorno al corpo sono stati infatti trovati alcuni suoi oggetti personali, tra i quali, pare, un i-Pod e un telefonino.
IL PARROCO: «l'ORCO E' TRA DI NOI"
«Nelle favole tutto finisce bene ma adesso sappiamo cosa è un orco e siamo preoccupati perchè l'orco è tra noi»: lo ha detto don Corinno, parrocco di Brembate, nella messa delle ore 10. La chiesa era strapiena e in molti non hanno nascosto la loro commozione. Il parroco ha annunciato che fino a sera le campane del paese suoneranno a festa ogni ora «perchè - ha spiegato - ora Yara è un angelo».
LO STRAZIO DEI GENITORI
I genitori di Yara Gambirasio sono appena arrivati all'istituto di medicina legale di Milano dove è stato portato il cadavere della ragazzina trovato ieri. I due erano a bordo di una macchina delle forze dell'ordine scortata da altre due autovetture e sono entrati direttamente in auto nel cancello dell'istituto.
DOMANI L'AUTOPSIA A MILANO
Si svolgerà domani l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio. Effettuata ogni possibile analisi del luogo in cui si trovava il cadavere della ragazza nell'arco delle sei ore successive al ritrovamento, il corpo è stato spostato e verrà trasferito all'Istituto di medicina legale di Milano, dove nella giornata di lunedì sarà effettuata l'autopsia. Le condizioni del corpo non hanno reso possibile avanzare ora ipotesi sulle cause della morte e su eventuali violenze subite dalla ragazza.
FU ABBANDONATO LA STESSA SERA DELLA SCOMPARSA ?
Yara Gambirasio potrebbe essere stata abbandonata nel campo in cui oggi è stato ritrovato il cadavere, la stessa sera della scomparsa, il 26 novembre. Lo si apprende da fonti investigative, secondo le quali l'ipotesi sarebbe supportata dalle condizioni in cui è stato trovato il cadavere. Saranno comunque gli accertamenti scientifici che saranno eseguiti nei prossimi giorni a confermare o smentire questa possibilità.
IL CADAVERE SCOPERTO PER CASO
A scoprire il corpo della tredicenne nascosto tra la fitta vegetazione di un campo incolto, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe stato un uomo che si trovava nella zona per caso e che non avrebbe alcun ruolo nella vicenda. L'uomo ha immediatamente chiamato gli investigatori, che hanno identificato Yara, con indosso i resti dei vestiti che aveva la sera della scomparsa.
IDENTIFICAZIONE GRAZIE AI VESTITI E APPARECCHIO DENTI
La tredicenne è stata identificata grazie ai vestiti. Il corpo è infatti in avanzato stato di decomposizione e soltanto i vestiti - identici a quelli che Yara indossava la sera della scomparsa - hanno consentito l'identificazione. Il riconoscimento è avvenuto anche grazie all'apparecchio per ortodonzia che la giovane aveva.
I RILIEVI IN CORSO
Uomini della polizia scientifica, assieme al medico legale, stanno effettuando i primi rilievi sul cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa tre mesi fa da Brembate. Sul posto, oltre alle forze dell'ordine e al magistrato, si trovano anche i vigili del fuoco, che hanno illuminato con le cellule fotoelettriche il campo dove è stato rinvenuto il corpo, in modo da consentire gli accertamenti.
UN TESTIMONE: HA VISTO AUTO PRIMA DEL RITROVAMENTO
«Un ragazzo che era qui fino un'ora fa mi ha detto di avere visto un'auto, oggi pomeriggio, arrivare a velocità sostenuta proprio in questa via, fermarsi e ripartire». È la testimonianza di un abitante della zona, un giovane trentenne, che riferisce quanto gli sarebbe stato detto da uno dei giovani che hanno ritrovato il cadavere e che si sarebbero trovati sul posto per fare aeromodellismo. Il trentenne ha riferito che quel giovane non ha saputo dire il colore dell'auto. Secondo alcune voci, che al momento non sono state verificate, un'auto abbandonata sarebbe stata ritrovata nella zona. Ma le voci che si rincorrono continuamente su questo ritrovamento sono diverse e non sempre concordi.
CASA GAMBIRASIO PRESIDIATA
In via Rampinelli, dove c'è la casa della famiglia Gambirasio, è stata bloccato il traffico in un'area di circa 200 metri per impedire a chiunque di avvicinare l'abitazione. La zona è presidiata da polizia locale, carabinieri e volontari della protezione civile, gli stessi che per mesi avevano partecipato alle ricerche di Yara. Nel paese vige peraltro ancora l'ordinanza del sindaco per cui gli operatori televisivi non possono sostare nella zona immediamente vicina alla casa. Peraltro, nessuno abitante del paese si è al momento avvicinato alla zona che resta deserta.
ACQUISITE IMMAGINI DA TELECAMERE ZONA
Le immagini di alcune telecamere delle ditte che si trovano non lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio sono in corso di acquisizione da parte degli investigatori. Intorno alle 19, infatti, è giunto in via Bedeschi, a Chignolo, la strada asfaltata più vicina al luogo del ritrovamento, e dove si trovano i 'filtri' della polizia locale, un furgone bianco con a bordo un responsabile della sicurezza di una delle aziende più vicine, che aveva il compito di scaricare le immagini delle telecamere e fornirle agli inquirenti. Sul posto è arrivato anche il sindaco di Chignolo.
I GENITORI AVVERTITI DAL QUESTORE DI BERGAMO
È stato il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi a dare ai familiari di Yara Gambirasio la notizia del ritrovamento del cadavere della giovane. Il funzionario, dopo essere stato a lungo sul posto del rinvenimento si è recato a Brembate Sopra nella casa dei Gambirasio accompagnato dal Capo di gabinetto della Questura Angelo Re. Nell'abitazione si è recato poi anche il parroco di Brembate, Don Corinno Storti, che dal momento della sparizione di Yara ha sempre tenuto contatti stretti con la famiglia.
SOCCORRITORI: CORPO SUPINO E IN DECOMPOSIZIONE
E' stato confermato che il cadavere è stato trovato supino nella terra e nell'erba, con addosso i vestiti e l'apparecchio dentale. Secondo alcuni soccorritori, il cadavere dava l'impressione di una estrema fragilità, particolare ritenuto importante, questo, per stabilire se sia stato abbandonato lì recentemente o nei momenti successivi al sequestro.
Un corpo ormai ridotto a scheletro ma intatto, con i resti dei vestiti ancora indosso e i pantaloni alzati. Sarebbero proprio questi elementi, si sottolinea, che farebbero ipotizzare che il corpo della ragazzina si trovi lì da molto tempo, non escluso dalla sera della scomparsa. Se infatti - viene spiegato - il corpo fosse stato portato nel campo successivamente o addirittura negli ultimi giorni, avrebbe dovuto esser stato trasportato con una valigia, un sacco della spazzatura o comunque con un contenitore. E ciò, si fa notare, non avrebbe consentito al corpo di rimanere integro, visto lo stato di decomposizione in cui è stato ritrovato.
PARROCO A FEDELI: «HO UNA BRUTTA NOTIZIA»
«Devo darvi una brutta notizia, è stato ritrovato un corpo, dovrebbe essere quello di Yara»: così il parrocco di Brembate Sopra, don Corinno Scotti si è rivolto, al termine della messa serale, ai suoi parrocchiani. Il sacerdote ha usato tutta la cautela del caso ma tra i presenti c'è stato un profondo fremito e una sorta di boato ha percorso la chiesa. Subito dopo la gente ha formato capannelli fuori dalla chiesa.
LUNEDI' MESSA E FIACCOLATA IN PAESE
Don Corinno Scotti, parroco di Brembate di Sopra (Bergamo) descrive come «molto scosso» il padre di Yara. «Sono stato da loro con il sindaco - racconta il sacerdote - e ho parlato con il papà, la madre non se l'è sentita. Non ci siamo detti molto, l'ho abbracciato e mi è parso molto scosso, ma di una forza come sempre esemplare. Di fronte a una notizia tremenda come questa è stato molto dignitoso». Don Scotti aggiunge di non aver ancora suonato le campane a morto, in attesa di una comunicazione ufficiale, ma aggiunge che lunedì ci sarà comunque una fiaccolata in paese, seguita da una messa, per ricordare Yara, mentre la sfilata di carnevale in programma domani è stata annullata. La ragazza sarà ovviamente ricordata anche nelle messe di domani.
RABBIA SU FACEBOOK
Non hanno atteso di sapere come e perchè Yara è morta: decine di utenti su Facebook hanno scaricato la loro rabbia sul social network, chiedendo che non vi sia nessuna pietà per chi si è reso responsabile di un delitto così atroce. Parole di fuoco in mezzo a centinaia di messaggi di solidarietà e di pena per la famiglia. Uno dei più duri è Giancarlo, che in una riga postata sulla pagina del 'gruppo per trovare Yara Gambirasio' esprime tutto il suo disprezzo: «bastardi schifosi - scrive - dovrebbero spellarvi vivi». Manuel invece chiede la pena di morte. La maggioranza dei messaggi - accanto ad una grande foto della tredicenne in divisa sportiva e la scritta «Ciao piccolina, sarai sempre nei nostri cuori» - è però un misto di solidarietà e incredulità per come si è conclusa la vicenda.
-Lo smacco della polizia locale
-E' giallo: il questore «Trovate cose importantissime»
Nel campo vicino alla zona industriale di Chignolo d'Isola (Bergamo) dove l'altro ieri pomeriggio è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso a Brembate Sopra (Bergamo), le ricerche sono state compiute, ma secondo alcune indiscrezioni non in modo particolarmente approfondito.
Il particolare emerge dagli accertamenti in corso da parte degli inquirenti che devono capire esattamente chi abbia condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia. «Non si tratta di gettare la croce su nessuno, sia ben chiaro», dice un investigatore. Ma il particolare è fondamentale per capire se Yara possa essere stata abbandonata lì da tempo o più di recente.
Sarà effettuata, intanto, oggi nell'Istituto di medicina legale di Milano, l'autopsia sul corpo di Yara .
Oltre ai medici legali, all'esame autoptioco parteciperà anche l'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che in passato si è occupata degli omicidi delle cosiddette Bestie di Satana e del caso di Elisa Claps.
Dall'esame medico-legale si attende la conferma di quanto trapelato ieri ossia che sul corpo di Yara, l'assassino, o gli assassini, abbiano infierito con almeno sei coltellate. Segni che per essere evidenziati debbono aver necessariamente scalfito le ossa della ragazzina, dato che non potrebbero aver lasciato tracce sui tessuti in decomposizione.
Dall'autopsia gli inquirenti attendono anche di sapere se l'aggressione mortale sia state preceduta da una violenza sessuale.
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CADAVERE AVEVA BRACCIA ALL'INDIETRO
IN TASCA CHIAVI E SIM DI UN CELLULARE
MA MANCA TELEFONINO
Il corpo di Yara era disteso sulla schiena con le braccia all'indietro. A riferirlo è un testimone oculare, uno dei primi arrivati sul posto, che ha potuto osservare la scena del crimine prima che tutti venissero allontanati per fare spazio agli uomini della Scientifica. Secondo quanto si è appreso, i resti non erano individuabili da lontano, e nonostante si trovassero senza alcuna copertura nemmeno parziale sopra le sterpaglie, già da pochi passi risultavano praticamente invisibili. La scena apparsa davanti agli occhi delle prime persone accorse sul posto è stata quella di un cadavere in avanzatissimo stato di decomposizione: disteso sulla schiena, con le braccia all'indietro oltre il capo come nel tentativo di liberarsi da qualcuno di dosso, o forse per via di un breve trascinamento. Le mani parzialmente coperte dalle maniche del giubbotto, lo stesso che indossava il giorno che è scomparsa, come peraltro gli altri abiti che indossava, la felpa, i pantaloni elasticizzati e i guanti. In tasca sono stati trovati alcuni oggetti come una sim card di un telefonino, presumibilmente il suo, le chiavi di casa e la batteria di un telefonino, che invece manca all'appello. Il corpo in alcuni tratti era quasi mummificato e in alcuni punti scarnificato forse per l'intervento di alcuni animali, e presentava dei taglietti, uno più esteso alla schiena all'altezza dei reni, altri più piccoli all'altezza del collo e del petto. Segni che però ancora non è chiaro se siano stati provocati da chi l'ha aggredita o se siano stati inflitti post mortem. Una parola certa su tutto ciò non si potrà avere, a livello investigativo, fino a quando gli accertamenti più approfonditi sugli oggetti trovati e le risultanze autoptiche non daranno il giusto valore a ciascuno di questi elementi.
QUESTORE BERGAMO, INDAGINI
SU OGGETTI RITROVATI
Il valore delle evidenze investigative raccolte sul luogo del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio è in corso di analisi da parte degli inquirenti. Il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, ha precisato di "non confermare né smentire" nulla a riguardo ad alcune indiscrezioni relative al ritrovamento di una sim e di altri oggetti appartenuti a Yara. Il lavoro dell'Ert, l'unita speciale dello Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato, di grande importanza per gli investigatori, proseguirà a oltranza fino a quando il terreno non sarà stato analizzato palmo a palmo. Saranno però accertamenti più approfonditi, fanno notare in ambienti investigativi, a permettere di capire quanto gli oggetti rinvenuti siano effettivamente utili alle indagini.
OPERAIO AZIENDA, SONO STATO
IN CAMPO NON C'ERA NIENTE
''Io ci sono stato a cercare la', non c'era assolutamente niente''. Lo ha detto, questa mattina, con parole smozzicate, un operaio che lavora nella ditta Rosa & C., una Spa che produce laminati industriali, proprietaria del terreno sterrato e al momento incolto, dove ieri pomeriggio e' stato ritrovato il corpo di Yara Gambirasio. Gia' ieri si era accennato al fatto che oltre alle ricerche effettuate dai volontari della Protezione Civile proprio in quel posto, anche i dipendenti della ditta avevano deciso, in una occasione, di effettuare una ricerca tutti insieme. ''Si', si' - conferma l'operaio - ci siamo stati a vedere in quel posto. E c'ero anch'io, ma la' non c'era assolutamente niente''. La Rosa & C. Spa e' un'azienda molto grande con diversi capannoni, sia industriali che ad uso ufficio, che si estende per un fronte di oltre 100 metri e termina proprio alla fine della strada asfaltata oltre la quale comincia il campo incolto dove sono stati trovati i resti.
DON CORINNO, ADESSO
SAPPIAMO COSA E' UN ORCO
''Nelle favole tutto finisce bene ma adesso sappiamo cosa e' un orco e siamo preoccupati perche' l'orco e' tra noi'': lo ha detto don Corinno, parrocco di Brembate, nella messa delle ore 10. La chiesa era strapiena e in molti non hanno nascosto la loro commozione. Il parroco ha annunciato che fino a sera le campane del paese suoneranno a festa ogni ora ''perche' - ha spiegato - ora Yara e' un angelo''.
LA STORIA
Yara Gambirasio era scomparsa il 26 novembre, a Brembate Sopra (Bergamo). Erano più o meno le 18.40 quando la tredicenne, giovane promessa della ginnastica ritmica, è uscita dal palazzetto dello sport per tornare a casa. Da quel momento di lei si sono perse le tracce. Yara è scomparsa tra via Morlotti e via Rampinelli, lungo i 700 metri che portano dal centro sportivo alla sua abitazione.
Tre mesi dopo quella fredda sera d'autunno, gli interrogativi del primo giorno restano ancora senza risposta. Polizia e carabinieri hanno ascoltato centinaia di persone, scandagliato la vita di amici e familiari, perlustrato palmo a palmo decine di chilometri quadrati di terreni, dalla Val Brembana, alla zona dell'Isola, fino alla Bassa Bergamasca. Il fiuto dei cani ha portato al gigantesco cantiere di Mapello (Bergamo), ispezionato a fondo per circa due settimane, attorno al quale sono state fatte mille ipotesi.
Il caso sembrava chiuso già dopo una settimana, con l'arresto di un muratore marocchino, che poi si è rivelato estraneo alla vicenda.
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LE ALTRE NOTIZIE
IL CORPO DI YARA
è stato trovato in un campo incolto a tra Madone e Chignolo d'Isola, ad una decina di chilometri da casa sua. Il corpo della ragazza era abbandonato tra l'erba alta.
«FERITE SUL COLLO E LA SCHIENA»
In base a una prima ispezione del cadavere, resa difficile dallo stato di decomposizione del corpo, Yara Gambirasio ha subito ferite d'arma da taglio alla schiena e al collo prima di morire. È quanto ha rilevato l'anatomopatologa Cristina Cattaneo sui resti, ritrovati ieri in un campo, della ragazza scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate.
TROVATI I-POD E SIM DEL CELLULLARE
In base a quanto scrive oggi l'Eco di Bergamo nei pressi del corpo di Yara sono stati inoltre trovati alcuni elementi molto utili per le indagini: le chiavi, l'iPod, ma soprattutto la sim del cellulare e la batteria dell'apparecchio, sui quali polizia e carabinieri stanno effettuando analisi tecniche e scientifiche alla ricerca di tracce utili.
PELLEGRINAGGIO E FIORI A BREMBATE
Nei pressi della casa dei Gambirasio a Brembate iniziano ad arrivare diverse persone con il desiderio di lasciare fiori, un biglietto o un segnale di affetto. I primi hanno portato una rosa bianca e un orsacchiotto con il messaggio «Sei un piccolo angelo». Il biglietto è stato lasciato sotto la casella della posta. Poco dopo le forze dell'ordine che transennano la zona hanno però impedito ad altri, su richiesta dei genitori di Yara, di avvicinarsi fino alla porta. «Noi piangiamo per tutte le sofferenze che hai dovuto patire, piangiamo la perdita di una delle nostre figlie, per la miseria umana e per non averti saputo proteggere» si legge in uno dei messaggi lasciati a distanza dall'abitazione. Un altro è firmato dalla «amica Gaia» e ricorda il sorriso e la dolcezza della giovane vittima.
IL QUESTORE: «TROVATE COSE IMPORTANTISSIME»
«Abbiamo trovato cose importantissime...». Lo ha detto il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi, stamani in uno dei diversi sopralluoghi che ha effettuato sul luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio. Oltre ai resti di Yara e ai suoi vestiti, intorno al corpo sono stati infatti trovati alcuni suoi oggetti personali, tra i quali, pare, un i-Pod e un telefonino.
IL PARROCO: «l'ORCO E' TRA DI NOI"
«Nelle favole tutto finisce bene ma adesso sappiamo cosa è un orco e siamo preoccupati perchè l'orco è tra noi»: lo ha detto don Corinno, parrocco di Brembate, nella messa delle ore 10. La chiesa era strapiena e in molti non hanno nascosto la loro commozione. Il parroco ha annunciato che fino a sera le campane del paese suoneranno a festa ogni ora «perchè - ha spiegato - ora Yara è un angelo».
LO STRAZIO DEI GENITORI
I genitori di Yara Gambirasio sono appena arrivati all'istituto di medicina legale di Milano dove è stato portato il cadavere della ragazzina trovato ieri. I due erano a bordo di una macchina delle forze dell'ordine scortata da altre due autovetture e sono entrati direttamente in auto nel cancello dell'istituto.
DOMANI L'AUTOPSIA A MILANO
Si svolgerà domani l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio. Effettuata ogni possibile analisi del luogo in cui si trovava il cadavere della ragazza nell'arco delle sei ore successive al ritrovamento, il corpo è stato spostato e verrà trasferito all'Istituto di medicina legale di Milano, dove nella giornata di lunedì sarà effettuata l'autopsia. Le condizioni del corpo non hanno reso possibile avanzare ora ipotesi sulle cause della morte e su eventuali violenze subite dalla ragazza.
FU ABBANDONATO LA STESSA SERA DELLA SCOMPARSA ?
Yara Gambirasio potrebbe essere stata abbandonata nel campo in cui oggi è stato ritrovato il cadavere, la stessa sera della scomparsa, il 26 novembre. Lo si apprende da fonti investigative, secondo le quali l'ipotesi sarebbe supportata dalle condizioni in cui è stato trovato il cadavere. Saranno comunque gli accertamenti scientifici che saranno eseguiti nei prossimi giorni a confermare o smentire questa possibilità.
IL CADAVERE SCOPERTO PER CASO
A scoprire il corpo della tredicenne nascosto tra la fitta vegetazione di un campo incolto, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe stato un uomo che si trovava nella zona per caso e che non avrebbe alcun ruolo nella vicenda. L'uomo ha immediatamente chiamato gli investigatori, che hanno identificato Yara, con indosso i resti dei vestiti che aveva la sera della scomparsa.
IDENTIFICAZIONE GRAZIE AI VESTITI E APPARECCHIO DENTI
La tredicenne è stata identificata grazie ai vestiti. Il corpo è infatti in avanzato stato di decomposizione e soltanto i vestiti - identici a quelli che Yara indossava la sera della scomparsa - hanno consentito l'identificazione. Il riconoscimento è avvenuto anche grazie all'apparecchio per ortodonzia che la giovane aveva.
I RILIEVI IN CORSO
Uomini della polizia scientifica, assieme al medico legale, stanno effettuando i primi rilievi sul cadavere di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa tre mesi fa da Brembate. Sul posto, oltre alle forze dell'ordine e al magistrato, si trovano anche i vigili del fuoco, che hanno illuminato con le cellule fotoelettriche il campo dove è stato rinvenuto il corpo, in modo da consentire gli accertamenti.
UN TESTIMONE: HA VISTO AUTO PRIMA DEL RITROVAMENTO
«Un ragazzo che era qui fino un'ora fa mi ha detto di avere visto un'auto, oggi pomeriggio, arrivare a velocità sostenuta proprio in questa via, fermarsi e ripartire». È la testimonianza di un abitante della zona, un giovane trentenne, che riferisce quanto gli sarebbe stato detto da uno dei giovani che hanno ritrovato il cadavere e che si sarebbero trovati sul posto per fare aeromodellismo. Il trentenne ha riferito che quel giovane non ha saputo dire il colore dell'auto. Secondo alcune voci, che al momento non sono state verificate, un'auto abbandonata sarebbe stata ritrovata nella zona. Ma le voci che si rincorrono continuamente su questo ritrovamento sono diverse e non sempre concordi.
CASA GAMBIRASIO PRESIDIATA
In via Rampinelli, dove c'è la casa della famiglia Gambirasio, è stata bloccato il traffico in un'area di circa 200 metri per impedire a chiunque di avvicinare l'abitazione. La zona è presidiata da polizia locale, carabinieri e volontari della protezione civile, gli stessi che per mesi avevano partecipato alle ricerche di Yara. Nel paese vige peraltro ancora l'ordinanza del sindaco per cui gli operatori televisivi non possono sostare nella zona immediamente vicina alla casa. Peraltro, nessuno abitante del paese si è al momento avvicinato alla zona che resta deserta.
ACQUISITE IMMAGINI DA TELECAMERE ZONA
Le immagini di alcune telecamere delle ditte che si trovano non lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio sono in corso di acquisizione da parte degli investigatori. Intorno alle 19, infatti, è giunto in via Bedeschi, a Chignolo, la strada asfaltata più vicina al luogo del ritrovamento, e dove si trovano i 'filtri' della polizia locale, un furgone bianco con a bordo un responsabile della sicurezza di una delle aziende più vicine, che aveva il compito di scaricare le immagini delle telecamere e fornirle agli inquirenti. Sul posto è arrivato anche il sindaco di Chignolo.
I GENITORI AVVERTITI DAL QUESTORE DI BERGAMO
È stato il questore di Bergamo, Vincenzo Ricciardi a dare ai familiari di Yara Gambirasio la notizia del ritrovamento del cadavere della giovane. Il funzionario, dopo essere stato a lungo sul posto del rinvenimento si è recato a Brembate Sopra nella casa dei Gambirasio accompagnato dal Capo di gabinetto della Questura Angelo Re. Nell'abitazione si è recato poi anche il parroco di Brembate, Don Corinno Storti, che dal momento della sparizione di Yara ha sempre tenuto contatti stretti con la famiglia.
SOCCORRITORI: CORPO SUPINO E IN DECOMPOSIZIONE
E' stato confermato che il cadavere è stato trovato supino nella terra e nell'erba, con addosso i vestiti e l'apparecchio dentale. Secondo alcuni soccorritori, il cadavere dava l'impressione di una estrema fragilità, particolare ritenuto importante, questo, per stabilire se sia stato abbandonato lì recentemente o nei momenti successivi al sequestro.
Un corpo ormai ridotto a scheletro ma intatto, con i resti dei vestiti ancora indosso e i pantaloni alzati. Sarebbero proprio questi elementi, si sottolinea, che farebbero ipotizzare che il corpo della ragazzina si trovi lì da molto tempo, non escluso dalla sera della scomparsa. Se infatti - viene spiegato - il corpo fosse stato portato nel campo successivamente o addirittura negli ultimi giorni, avrebbe dovuto esser stato trasportato con una valigia, un sacco della spazzatura o comunque con un contenitore. E ciò, si fa notare, non avrebbe consentito al corpo di rimanere integro, visto lo stato di decomposizione in cui è stato ritrovato.
PARROCO A FEDELI: «HO UNA BRUTTA NOTIZIA»
«Devo darvi una brutta notizia, è stato ritrovato un corpo, dovrebbe essere quello di Yara»: così il parrocco di Brembate Sopra, don Corinno Scotti si è rivolto, al termine della messa serale, ai suoi parrocchiani. Il sacerdote ha usato tutta la cautela del caso ma tra i presenti c'è stato un profondo fremito e una sorta di boato ha percorso la chiesa. Subito dopo la gente ha formato capannelli fuori dalla chiesa.
LUNEDI' MESSA E FIACCOLATA IN PAESE
Don Corinno Scotti, parroco di Brembate di Sopra (Bergamo) descrive come «molto scosso» il padre di Yara. «Sono stato da loro con il sindaco - racconta il sacerdote - e ho parlato con il papà, la madre non se l'è sentita. Non ci siamo detti molto, l'ho abbracciato e mi è parso molto scosso, ma di una forza come sempre esemplare. Di fronte a una notizia tremenda come questa è stato molto dignitoso». Don Scotti aggiunge di non aver ancora suonato le campane a morto, in attesa di una comunicazione ufficiale, ma aggiunge che lunedì ci sarà comunque una fiaccolata in paese, seguita da una messa, per ricordare Yara, mentre la sfilata di carnevale in programma domani è stata annullata. La ragazza sarà ovviamente ricordata anche nelle messe di domani.
RABBIA SU FACEBOOK
Non hanno atteso di sapere come e perchè Yara è morta: decine di utenti su Facebook hanno scaricato la loro rabbia sul social network, chiedendo che non vi sia nessuna pietà per chi si è reso responsabile di un delitto così atroce. Parole di fuoco in mezzo a centinaia di messaggi di solidarietà e di pena per la famiglia. Uno dei più duri è Giancarlo, che in una riga postata sulla pagina del 'gruppo per trovare Yara Gambirasio' esprime tutto il suo disprezzo: «bastardi schifosi - scrive - dovrebbero spellarvi vivi». Manuel invece chiede la pena di morte. La maggioranza dei messaggi - accanto ad una grande foto della tredicenne in divisa sportiva e la scritta «Ciao piccolina, sarai sempre nei nostri cuori» - è però un misto di solidarietà e incredulità per come si è conclusa la vicenda.
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