Tasse, i ricchi non pagano

yacht
19 agosto 2012
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I ricchi non pagano le tasse. Già si sapeva (a denunciare redditi oltre i 100mila euro sono in pochissimi), ma leggerlo nero su bianco sul Sole24ore fa effetto. Stando alle ultime rilevazioni, le tasse sul lusso introdotte dal Salva Italia si stanno rivelando un vero flop. Il governo si aspettava un incasso di 387 milioni, ma finora ne sono arrivati solo 92. Meno di un quarto. La patrimoniale sul lusso colpisce auto di grossa cilindrata, barche e aerei.

Almeno dovrebbe colpire. L’evasione più pesante è quella dei proprietari di yacht superiori a 10 metri di lunghezza, che entro il 31 maggio avrebbero dovuto versare 155 milioni e invece si sono fermati a 23. C’è un motivo «tecnico» per cui è più facile per loro eludere i controlli fiscali. Il Salva Italia, infatti, prevedeva un prelievo sullo stazionamento, dovuto da chi solcava acque italiane o stazionava in porti della Penisola.

Si è subito scatenata la guerra delle associazioni di categoria per salvare i porti italiani da possibili fughe nei vicini approdi stranieri. Così con il decreto liberalizzazioni si è modificata l’imposta, trasformandola in una tassa sul possesso dovuta soltanto dai residenti italiani. Nulla di più facile, per persone di quel livello, che modificare l’intestazione dell’imbarcazione, trasferendola su soggetti non residenti.

Così i porti sono rimasti pieni, ma le casse dello Stato sono ancora vuote. Non va meglio per i proprietari di aerei e elicotteri, che il 31 luglio hanno versato soltanto il 2% dell’imposta attesa. In questo caso, comunque, c’è da aggiungere che la circolare delle Entrate sull’attuazione del prelievo è arrivata in ritardo, e che la data del versamento è variabile. Dunque, qualcosa in più potrebbe ancora arrivare di qui a fine anno.