Spending review: scure su ospedali e tribunali

2 luglio 2012
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Trattative e colloqui serrati, oggi, per limare la cosiddetta spending review. Il governo da giorni è impegnato a calibrare i tagli da effettuare nel settore pubblico. Non senza tensioni e passi falsi. Tra i settori più delicati Sanità e Giustizia. Ed ecco quindi le novità in arrivo, almeno a stare alle indiscrezioni raccolte finora.

SANITA': VERSO TAGLIO DA 8,5 MILIARDI

La cifra dei risparmi, secondo quanto si apprende, dovrà alla fine aggirarsi attorno agli 8,5 miliardi di euro in tre anni: un miliardo quest'anno, circa 3 miliardi nel 2013 e oltre quattro miliardi nel 2014. Il ministro della Salute Renato Balduzzi, sempre a quanto si apprende, presenterà già nell'incontro interministeriale di stasera un cospicuo dossier sui punti su cui intervenire per raggiungere il risparmio previsto, evitando tagli lineari che, secondo il ministero della Salute, avrebbero messo in ginocchio il servizio sanitario nazionale.

Quindi chiusura di alcuni enti, riduzione del tetto della spesa farmaceutica e della spesa per beni e servizi, meno sprechi nel consumo di farmaci con la possibilità per le farmacie ospedaliere di preparare dosi «personalizzate» per i pazienti. Ma anche risparmi insospettabili dai farmaci a cui scade il brevetto (250 milioni di euro l'anno), e persino dall'utilizzo «off label», ossia fuori dalla prescrizione prevista in Italia, dei farmaci innovativi: è di oggi lo studio uscito sulla Voce.info, secondo cui utilizzando uno specifico farmaco biologico (bevacizumab), autorizzato in Italia per il tumore al colon, contro la maculopatia porterebbe a 200 milioni di euro l'anno di risparmio rispetto alla terapia standard. Su questi punti i tecnici del ministero e lo stesso Balduzzi in questi giorni hanno lavorato per trovare la quadra degli 8 miliardi e mezzo richiesti, e stasera la partita sanità potrebbe essere chiusa, per presentare un documento organico alle parti sociali nell'incontro di domani.

GIUSTIZIA

Più di 280 uffici giudiziari, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate, potrebbero essere tagliati per effetto della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Cancellazioni o accorpamenti che riguarderebbero tutte le 220 sezioni distaccate e una forbice compresa tra 32 (l'ipotesi allo stato più probabile) e 36 tribunali e altrettanti uffici requirenti. È quanto prevederebbe la bozza messa a punto dai tecnici del ministero della Giustizia per il decreto di attuazione della delega sulla revisione della geografia giudiziaria e sulla quale si continua a lavorare. Il progetto fa seguito al taglio dei 674 uffici dei giudici di pace, già deciso a gennaio dal Consiglio dei ministri.

Oggi il Guardasigilli Paola Severino ne ha discusso in un incontro con i responsabili Giustizia dei partiti della maggioranza e sembrava che il provvedimento dovesse finire già nel pomeriggio all'esame del Consiglio dei ministri; ma un accordo non si è raggiunto e alla fine si è deciso per uno slittamento alla riunione in cui il governo si occuperà della spending review. D'altra parte le indiscrezioni sul progetto stanno già provocando da tempo tante polemiche. Gli avvocati, che hanno proclamato uno sciopero per il 5 luglio prossimo, chiedono al governo di sospendere la decisione e riaprire il dialogo.

E mentre si moltiplicano le interrogazioni parlamentari al ministro Severino, contro la soppressione dei tribunali dei minori stanno protestando anche sindaci e presidenti di Regioni. Proprio stamattina lo hanno fatto davanti al ministero della Giustizia 500 abitanti di Castrovillari, minacciando di restituire le schede elettorali.

E intanto dall'opposizione il leader dell'Idv Antonio Di Pietro avverte: non è tagliando sui tribunali e sulla sanità che si risparmia; si riducano invece le spese militari e si colpisca l'evasione fiscale. Il criterio cardine del provvedimento resterebbe quello di mantenere tre tribunali per ognuno dei 26 distretti di Corte d'appello. Mentre per quanto riguarda le procure, diversamente da quello che sembrava l'orientamento iniziale, la scelta sarebbe quella di procedere specularmente e di pari passo all'abolizione dei tribunali: non ci dovrebbero essere insomma 'super procurè con competenze estese a più uffici giudicanti; un'ipotesi che aveva provocato malumori anche nella magistratura.