E domani tutti in piazza. Quelli della Cgil, certo, ma non solo. Perché la manovra che cambia a ritmo quotidiano era e resta profondamente iniqua e ingiusta. E perché, soprattutto, il testo che sta uscendo dalle mani del governo è un nuovo, gravissimo attacco al mondo del lavoro. Al punto che, mai come questa volta, la presenza nei cortei e nelle manifestazioni sparse in tutta Italia potrebbe andare ben oltre la base degli associati del sindacato di Corso d’Italia.
La vigilia dello sciopero generale è un tam tam senza soluzione di continuità. Volantini, manifesti, web, social network. L’informazione, prima di tutto. E a chiederla sono gli stessi cittadini. «Rispetto alla mobilitazione del 6 maggio - racconta il segretario organizzativo della Cgil Enrico Panini - abbiamo registrato un numero molto più alto di telefonate da parte di persone non iscritte al sindacato che chiedevano se potevano fare sciopero. Con queste premesse siamo certi che alla mobilitazione prenderà parte anche una quota consistente di persone non iscritte al sindacato o iscritte ad altre associazioni».
È il quinto sciopero indetto dall’insediamento dell'ultimo governo e non prevede mezzi termini: 8 ore di astensione dal lavoro in tutta Italia e per tutte le categorie, a partire dai trasporti con gli aerei che si fermeranno dalle 10 alle 18 e treni e traghetti dalle 9 alle 17. Nell’attesa, ci saranno oggi altre iniziative straordinarie. A Cagliari sarà la “Giornata della sensibilizzazione” con oltre 800 delegati ad organizzare punti di informazione mentre a Teramo si terrà la “notte per il lavoro” e notti bianche si svolgeranno anche a Grosseto (cuore di una 24 ore no-stop di presidio sotto alla Prefettura) oltreché a Roma, Milano, Bologna e Roma dove la Fiom ha organizzato presidi davanti ad alcune fabbriche simbolo.
Domani, invece, la rabbia e l’orgoglio di lavoratori e cittadini si mostreranno in 100 piazze sparse in tutte le regioni d’Italia. L’appuntamento principale è previsto a Roma (concentramento alle 9 in Piazza dei Cinquecento) dove il corteo si concluderà vicino all’Arco di Costantino col comizio del segretario generale Cgil Susanna Camusso, mentre gli altri segretari confederali chiuderanno le manifestazioni di Napoli (Vincenzo Scudiere), Geno- va (Vera Lamonica), Milano (Fulvio Fammoni), Torino (Danilo Bar- bi), Bari (Fabrizio Solari), Cagliari (Nicola Nicolosi), Catania (Serena Sorrentino) e Mestre (Enrico Panini).
A Palermo, realtà drammatica- mente colpita dalla vicenda di Termini Imerese, ci sarà invece il segre- tario generale della Fiom Maurizio Landini mentre a Bologna e Modena chiuderanno rispettivamente i segretari generali di Spi e Fp Carla Cantone e Rossana Dettori.
E non mancheranno forti segnali anche da parte dei singoli cortei. A Napoli, ad esempio, in testa sfileranno i familiari dei portuali di Procida, da sei mesi nelle mani dei pirati somali, mentre in Puglia l’apertura sarà affidata agli immigrati spesso sfrt tati nell’agricoltura e nell'industria. Per dar voce al popolo della piazza, la Cgil predisporrà una versione speciale del proprio sito internet interamente dedicata allo sciopero sulla quale, inviando un sms al numero 320 2041063, saranno raccolte in diretta le testimonianze, le impressioni e le emozioni della gente e di un intero Paese che, mai come adesso, vuole dire basta.