Damiano: «Autoescludersi è un errore»

 
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Di Felicia Masocco
4 gennaio 2011
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La via indicata da Susanna Camusso e Fausto Durante «è quella da seguire» per Cesare Damiano. L’ex dirigenteFiom ed ex ministro del Lavoro ha una posizione opposta a quella dell’amico Sergio Cofferati e ritiene che «un’adesione critica » all’accordo sia preferibile all’autoesclusione della Fiom da Fiat Mirafiori. Peraltro «non sarebbe un inedito », racconta il parlamentare Pd: qualcosa di simile avvenne nel ‘96 per il rinnovo dell’integrativo in Fiat. Inedito è invece quello che Damiano chiama «asse politico- sindacale», la «crescente convergenza» di Idv e Sel sulle posizioni Fiom «a scapito dell’autonomia del sindacato».Quanto al Pd, che non converge e si divide, la direzione «deve discutere di questo argomento e votare un documento vincolante per tutti».

Non si sa bene cosa sarà Fabbrica Italia intantohadiviso il sindacato, la politica e ora anche la Cgil. Lei è d’accordo con Susanna Camusso, se vincono i Si al referendum la Fiom deve «firmare tecnicamente ». Perché, se non è d’accordo con i contenuti?
«Perché, soprattutto se vince il Si, non sarebbe spiegabile un’autoesclusione della Fiom: con una firma tecnica o, come si diceva un tempo, “una adesione critica” che non rinuncia a rilevare le criticità dell’accordo, si può stare in gioco. Tra le altre cose verrebbe transitoriamente risolto il problema della rappresentatività nei luoghi di lavoro.Comela Cgil, privilegio una posizione meno rigida, più politica».

Sergio Cofferati, suo amico e alleato in numerose battaglie, la pensa diversamente. Dice che non si può fare. Cosa risponde?
«Non condivido la posizione di Cofferati, credo che un puro e semplice richiamo allo statuto Cgil sia opinabile. Questa situazione ha caratteristiche politiche»...


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