Dove siete donne? Diciamo: ora basta | FIRMA
Oltre 37mila firme: Perina, Costa, Dante, Forte...

 
Di Concita De Gregorio
19 gennaio 2011
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Le prime firmatarie


Susanna Camusso - Segretario Cgil

Evelina Christillin - Presidente
del Teatro stabile di Torino

Valeria Golino - Attrice

Serena Dandini - Conduttrice

Daria Bonfietti, presidente dell'associazione
dei parenti delle vittime della strage di Ustica

Lidia Ravera - Scrittrice

Ilaria D'Amico - Giornalista

Emma Dante - Regista

Flavia Perina - Direttore "Il Secolo d'Italia" e parlamentare Fli

Carla Fracci - Ballerina

Loredana Lipperini - Scrittrice

Paola Concia -  Parlamentare Pd

Angela Terzani - Scrittrice

Laura Gnocchi - Giornalista

Anna Finocchiaro - Capogruppo Pd al Senato

Carla Cantone - Segretario generale Spi Cgil

Barbara Pollastrini - Ex ministro per le Pari Opportunita'

Maria Ida Germontani - vice presidente di Fli a palazzo Madama

Carolina Rosi - Attrice

Barbara Alighiero - Scrittrice

Valeria Fedeli - Vice segretaria generale nazionale Filctem Cgil

Lella Costa - Attrice

Linda Lanzillotta - Parlamentare Api

Annalisa Terranova - Giornalista "Il Secolo d'Italia"

Anna Puccio - Manager

Giovanna Zucconi - Giornalista

Lunetta Savino - Attrice

Mila Spicola - Scrittrice e insegnante

Maria Rita Parsi - Scrittrice

Isabella Ferrari - Attrice

Ippolita Di Majo Martone - Storica dell'arte

Nicla Vassallo - Filosofa

Barbara Lanati - Docente università di Torino

Laura Curino - Attrice

Barbara Alberti - Scrittrice

Vera Schiavazzi - Giornalista

Dacia Maraini - Scrittrice

Alba Parietti - Attrice

Cristina Sivieri Tagliabue - Scrittrice

Susanna Cenni - Parlamentare Pd

Francesca Marciano - Sceneggiatrice

Maria Sole Tognazzi - Regista

Anna Bonaiuto - Attrice

Francesca Fornario - Autrice satirica

Tilde Corsi - Produttrice cinematografica

Michela Cescon - Attrice

Monica Cerutti - Dir. naz. Sinistra e libertà

Iaia Forte - Attrice

Giovanna Melandri - Ex ministro della Cultura

Alessandra Bocchetti - Storica del movimento femminile

Myrta Merlino - Giornalista

Valeria Solarino - Attrice

Michela Murgia – Scrittrice

Chiara Valerio – Scrittrice

Lorella Zanardo - Regista e giornalista

Nicoletta Braschi - Attrice

Lucrezia Lante della Rovere - Attrice

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Esistono altre donne di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.

Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.

La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.

Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.

Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari». Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo.

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