Scrittori under 40 oltre
la linea d’ombra di Mario Desiati

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Di Mario Desiati
28 aprile 2011
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È noto agli esperti del settore che mettere un numero cospicuo di scrittori insieme in uno stesso luogo può procurare effetti indesiderati, riportati di solito dagli annuari/annali sotto la voce «rissa letteraria». Un caso esemplare? Il «Congrès international des écrivains pour la défense de la culture» che si svolse al Palais de la Mutualité di Parigi, fra il 21 e il 25 giugno 1935, con duecentotrenta delegati di trentotto paesi.

Breton prese a schiaffi Ehrenburg dopo che costui aveva osato prendersi gioco dei surrealisti, ne seguì un parapiglia, Musil parlò davanti a una platea di sedie vuote, passando per pazzo, Benjamin lanciava strali pur tenendosi a distanza dal convegno e bollando i partecipanti come logocrati. E altri logocrati tra di loro si minacciavano, si insultavano, lanciavano manifesti e ne contro programmavano altri di segno opposto. Certo vi era lo spauracchio nazifascista, la ragione per cui si era organizzato il mega convegno e gli animi erano infuocati anche per gravissimi motivi storici.
Gli scrittori si sono sempre incontrati, anche soltanto per poi avere il pretesto di appartarsi alla Traven o alla Salinger rigettando l’orrore del mondo dei «miei simili» per dichiarare al mondo la loro individualità.

Il seminario che si terrà domani alla casa editrice Laterza nasce da un’idea molto semplice, una generazione nuova di scrittori, a cui sono state già appioppate diverse etichette, prova a vedersi faccia a faccia per immaginare un possibile orizzonte comune. L’invito è partito da Alessandro Grazioli, Giuseppe Antonelli, Nicola Lagioia, Giorgio Vasta e la collaborazione di Anna Gialluca che ha reso possibile la disponibilità della sede della casa editrice Laterza.

Centocinquanta scrittori, critici, editori fra i trenta e i quarantacinque si riuniranno intorno a un tavolo con l’idea di alzare la testa dal lavoro di tutti i giorni e provare a discutere insieme di alcune questioni generali, indispensabili per dare un senso a quello che facciamo. Un momento di scambio che intende far tesoro della pluralità di percorsi ed esperienze per individuare un orizzonte comune: un nucleo di idee dalle quali ripartire. Nessuna intenzione di formare scuole, movimenti correnti o simili: solo la volontà di superare la linea d’ombra che finora ha protetto gli under 40 e uscire allo scoperto con tutti i rischi che ciò comporta.

Tutto questo e molto altro verrà discusso insieme, alla ricerca di qualche proposta – non snobistica, non autoreferenziale, non elitaria o velleitaria – da lanciare nello spazio del nostro dibattito culturale. Per provare a fare qualche passo avanti e a proiettarci finalmente oltre la linea d’ombra.
E così dalla torinese Elena Varvello, alla palermitana Evelina Santangelo passando per la pescarese Barbara di Gregorio, per un pomeriggio di primavera può accadere quel piccolo prodigio di conoscersi e dirsi a viva voce ciò che spesso viene scritto sui blog, nelle mail; di incontrarsi senza la mediazione di festival e uffici stampa, organizzatori di rassegne e presentatori locali. Scrittori, ma non solo. Anche editori e critici, perché accanto a una nuova generazione di autori, ne viene su una di critici letterari e funzionari editoriali con visioni e linguaggi nuovi aperti al confronto.