Ebook? La parola a editori e scrittori
di C.B.

Il prossimo anno segnerà il boom dei libri in digitale? Da Nicola Lagioia a Gianluigi Ricuperati, le previsioni e i desideri di scrittori ed editori...
ebook
Di Cesare Buquicchio
31 dicembre 2011
A - A
Abbiamo chiesto a scrittori, editori, critici, curatori di collane editoriali la loro opinione sugli e-book: il 2012 sarà l’anno del libro digitale? Ci hanno risposto in tanti: convinti, scettici, ironici, feticisti. Alle prese con il lettore elettronico appena scartato (ben due di loro) o con i volumi da spolverare e mettere in ordine. Qui ci sono le loro risposte.

Francesco Pacifico
(Autore Mondadori e Minimum Fax e traduttore)

Ho appena comprato un Kindle. L'ho comprato per leggerci i Pdf. Non comprerei un libro su Amazon, ma in effetti l'oggetto è comodissimo quindi posso capire se si diffonde. Il prezzo è appena sceso a 100 euro, e l'inchiostro elettronico è affascinante e non stanca gli occhi. Mi entusiasma come oggetto di lavoro, non ci leggerei un romanzo per puro piacere. A Roma magari non esploderà subito perché c'è poca metropolitana, e mi immagino che per i lettori l'e-book sia soprattutto una cosa comoda da leggere in un posto così pieno che fai fatica a girare le pagine. 

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Gianluigi Ricuperati
(Autore Minimum Fax e Laterza)

Non sarà l'anno dell'e-book, o comunque non solo. In un mondo sempre più digitale, la carta, come sostiene il mio amico curatore Hans Ulrich Obrist, assume un valore tanto più crescente quanto è decrescente la sua mera diffusione commerciale. Il 2012 sarà l'anno dei libri-oggetto, e di una comunione sempre più profonda, transdisciplinare e intrecciata fra arte, letteratura e design.

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Matteo Nucci
(Autore Ponte alle Grazie)

Più che altro, speriamo sia l'anno del libro. In che forma viene, viene. Se piace, anche in fotocopia. Non so fare previsioni, so che l'e-book è leggero e me lo porterei appresso volentieri.

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Nicola Lagioia
(Autore Einaudi e curatore della collana Nichel - Minimum Fax)

Da scrittore, mi importa poco della faccenda, poiché per la letteratura (a differenza di ogni altra arte - cinema, pittura, scultura, musica, teatro...) il supporto è secondario, o meglio il supporto è sempre fittizio o meglio ancora non esiste proprio, essendo, il vero supporto di riferimento, la mente umana. "Nel mezzo del cammin di nostra vita" ha lo stesso valore se lo scrive su un pezzo di carta, se lo si digita al computer e persino (questa la cosa più importante) se ce lo si ripete in mente. Non potrò avere una riproduzione assoluta in un rapporto di 1 a 1 de "La dolce vita" senza schermo (cinematografico o televisivo o di un computer), né di un balletto senza palcoscenico ed esseri umani in carne e ossa, né di un quadro senza quadro. Se canto "Nel blu dipinto di blu" non è la stessa cosa di Domenico Modugno accompagnato live dall'orchestra, o appena uscito in forma di vinile o cd o mp3 da uno studio di registrazione, e i due Modugno dell'esempio non lo sono tra di loro. La letteratura, al contrario, essendo fatta di linguaggio, è da sempre l'opera d'arte nell'epoca della sua naturale infinita riproducibilità mentale (e dunque fisica), perché (ripeto) il supporto è la mente umana, e solo dopo tutto il resto. Dunque stele, papiro, libro rilegato o e-book per me davvero pari sono.

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Daniele Manusia
(Nuovi Argomenti)

Io ho acquistato un e-reader proprio ieri anche se non so se il 2012 sarà o meno l'anno dell'e-book in Italia. Spero, però, che la tecnologia digitale non sostituisca i libri cartacei ma possa aiutare a gestire il patrimonio letterario tramandatoci fin qui e da tramandare in futuro. Non c'è libreria né biblioteca al mondo che possa gestire per intero il catalogo delle opere pubblicate (e neanche una selezione soddisfacentemente completa di un solo settore). Persino gli editori non possono garantire la disponibilità di tutte le opere di cui detengono i diritti o di alcuni classici. Se questo abbasserà ulteriormente i guadagni dell'editoria mi dispiace, in ogni caso è da tempo ormai che, salvo eccezioni, gli scrittori non vivono più dei loro libri. In modo diretto almeno.

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Francesco Longo
(Autore Laterza ed Einaudi)

Il libro di carta è tecnicamente più avanzato dell’e-book. La batteria è inesauribile, la carta contrasta i secoli. In confronto, gli altri supporti durano una giornata. I formati potranno cambiare quanto vorranno, ma pochi ricordano che il corpo umano rimane sempre lo stesso: i polpastrelli non si aggiornano, l’olfatto vuole la sua parte. Per come siamo, abbiamo bisogno di accarezzare le superfici, di stritolare: non possiamo vivere senza abbracciare le cose a cui vogliamo bene. Di notte, negli incubi, giro per il Salone del libro di Torino totalmente deserto, finché arriva qualcuno che mi porta nell’unico stand fatiscente e mi mostra un Kindle e mi dice fiero che tutti i libri sono lì dentro. È così che mi sveglio. E penso che quello è lo scenario che molti chiamano futuro.

Ho permesso al mio editore di far diventare il mio ultimo libro un e-book. Ma quando ciò è avvenuto l’ho considerato un tradimento, il mio libro mi ha spezzato il cuore. Per ora la compulsione all’acquisto di nuovi testi supera il desiderio della lettura (si passa da un libro all’altro, l’importante è avere, non leggere). La possibilità di tenere tra le mani un’intera biblioteca, per me, è totalmente superflua. Spero che il 2012 non sia l’anno dell’e-book, ma che sia ricordato per gli acari. So che è una previsione errata. Ma ognuno combatte le guerre di civiltà che vuole. Il collezionista di libri è il maestro delle cause perse.

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Emilia Zazza
(Autore Italic peQuod e documentarista)

Nel 2012 l'acquisto degli e-book molto probabilmente avrà un aumento esponenziale. C'è da chiedersi perché, se è vero che meno della metà della popolazione legge almeno un libro l'anno. Ma l'e-reader, per chi non lo usa come uno strumento di lettura, è un oggetto, un oggetto nuovo e come tale verrà comprato, regalato, usato. Non credo però che questa diffusione porterà un maggiore affezione verso il contenuto libro, il testo. Il mio timore è che a fianco di una più semplice circolazione e condivisione dei contenuti e dei testi si possa andare incontro a una maggiore mercificazione del libro che quindi non porterà più lettori, ma rischierà di trasformare il libro in un oggetto scambiato e condiviso in modo meno consapevole.

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Matteo B. Bianchi
(Scrittore Marsilio e Baldini-Castoldi-Dalai e autore Tv)

Se c'è una cosa nella quale non sono bravo è indovinare le tendenze. Detto questo non so se il 2012 sarà l'anno dell'e-book, ma non credo. Credo che la diffusione dell'e-book aumenterà, e continuerà a farlo, ma dubito che si potrà arrivare a considerare l'anno venturo come segnato da questo preciso fenomeno. Mi pare ancora tutto molto in divenire. Io sono un lettore di e-book. Lo sono per scelta in alcuni casi e per costrizione in altri. Continuo a preferire il cartaceo quando la lettura è un piacere. Quando il libro non solo lo voglio leggere, ma possedere e conservare alla fine della lettura, posizionarlo su uno scaffale della libreria che ho di fronte a me quando scrivo e ritrovarne il dorso colorato quando alzo gli occhi dalla tastiera. Io nei libri un po' mi ci specchio. Sono questi libri che ho di fronte che mi hanno cresciuto e formato, è a loro che devo molto di ciò che sono. Della loro presenza fisica io sento la necessità. L'e-book lo preferisco sul lavoro: quando sono testi che devo leggere per valutazioni e recensioni, quando sono romanzi inediti che devo giudicare, quando sono saggi e raccolte di articoli. L'idea di avere decine e decine di volumi con me rinchiusi dentro il tablet mentre mi sposto in metropolitana mi elettrizza. Sapere che potrei viaggiare ore o giorni di fila avendo sempre qualcosa di nuovo da leggere. E' la fantascienza che speravo si realizzasse. Ho divagato tantissimo e non ho affatto risposto alla domanda. Il 2012 sarà l'anno del ritorno della Carrà in tv, comunque.

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Giorgio Fontana
(Autore Sellerio e Mondadori)

I segnali per una crescita ci sono, ma dire che "il 2012 sarà l'anno dell'e-book" mi sembra eccessivo: ci sono ancora tante cose da sistemare e che avrebbero dovuto essere sistemate quest'anno, per consentire una sana impennata - la questione dei DRM, ad esempio, ma soprattutto i prezzi ancora spaventosamente elevati e (da parte delle istituzioni) l'assurdo dell'IVA al 20%. A mio avviso sarà ancora un periodo di transizione.

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Chiara Valerio
(Autrice Laterza e Nottetempo)

Spero che sia l'anno degli e-book. Soprattutto per avere classici a portata di mano, una novità disponibile alla vendita oltre le canoniche due settimane dall'uscita, per rendere di nuovo evidente che gli editori non sono stamperie ma scelgono cosa pubblicare indipendentemente dal mezzo, perché mi piace andare in giro con i libri che mi piacciono e dunque se potessi portarmeli dietro quasi tutti al peso di un e-reader sarebbe un incantesimo. Tecnologico, ma incantesimo!

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Federica Sgaggio
(Giornalista e autrice Minimum Fax)

Un numero crescente di editori si «allarga» al digitale, ma io non so dire se il 2012 sarà l'anno dell'e-book. Certo: si risparmia spazio; ma non credo che l'e-book possa soppiantare il libro cartaceo, del quale in qualche caso è un'«estensione».

Di alcuni romanzi, per esempio, soprattutto quelli in lingua originale, può aver senso confrontarsi con la versione cartacea, l'audiolibro e l'e-book, perché sono tre modi complementari di avvicinarsi all'opera.

Il fatto che con l'e-book venga meno la possibilità di fissare nella memoria l'esperienza della lettura in un contesto fisico specifico - penso alla percezione della massa del libro tra le mani, alla relazione tattile e olfattiva, alla consapevolezza fisica della diminuzione progressiva delle pagine da leggere, alla possibilità di tornare continuamente all'immagine deebooklla copertina... - mi fa credere che si tratti di due mondi comunicanti ma diversi, destinati alla coesistenza.

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Giulio Perrone
(Editore)

Secondo me il 2012 sarà un anno di grandi innovazioni anche per controbilanciare un 2011 non convincente. Da questo punto di vista l'ebook è una grande opportunità di sviluppo e di crescita del mercato. A patto peroò che non si pensi ad una semplice trasformazione del prodotto cartaceo in file ePub. Quello che serve è un grande cambiamento nella proposta dei contenuti, ma anche nelle modalità di comunicazione e promozione. Unito a questo bisognerà anche prevedere un abbassamento dei prezzi che da una parte giustifichi anche la permanenza del libro classico, che credo durerà ancora diversi anni.

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Marco Rizzo
(Giornalista, autore Becco Giallo, Rizzoli)

Premesso che il boom calcolato in percentuali degli e-book e degli e-reader a parer mio si deve principalmente al fatto che è un mercato praticamente nato dal nulla, e premesso che personalmente sono un feticista della carta, uno di quelli che i libri li annusa e li guarda, probabilmente il 2012 sarà cruciale.

Ma sul fumetto, in particolare, forse le cose sono più complicate. Le case editrici americane hanno spianato la strada a e-book che non tendono più verso l’ibrido (con integrazioni di suoni o piccole animazioni) e puntano a una migliore navigazione sulla singola tavola. Ma specie per quanto riguarda le ultime uscite, la differenza di prezzo con il cartaceo è ancora troppo bassa per imporre i fumetti elettronici in maniera competitiva. Alcuni lettori cronici, è vero, cominciano a ripiegare sugli e-book per i soliti crucci di spazio, ma fa parte dello spirito del collezionista (e con i fumetti si tratta di buone percentuali dei lettori) avere un oggetto di carta da riporre materialmente sugli scaffali. In Italia, probabilmente le case editrici di testate molto diffuse e amate, come l’Eura e soprattutto la Sergio Bonelli Editore, si scontreranno con i soliti ritardi o persino ritrosie nei confronti del web e delle nuove tecnologie. Mi auguro di essere smentito. Perché sarebbe un peccato, visto che può essere un Tex, un Dylan Dog o anche una Julia a fare la differenza in termini di venduto e di sondaggio delle vere possibilità di espansione del mercato degli e-book. Si tratta infatti di testate con un venduto solido e alto e una base di affezionati. E non necessariamente chi usa un e-reader è ormai un nativo digitale né il lettore di fumetti Bonelli è sempre anzianotto come alcuni credono. Per chi pubblica fumetti d’importazione, invece, da quelli che sono i programmi annunciati nel 2011 l’anno nuovo sarà certamente quello dell’effettiva discesa in campo.

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Marco Federici Solari
(Editore della neonata casa editrice L’Orma)

Non so se il 2012 in Italia sarà l’anno dell’e-book. So che sarà l’anno degli e-reader. Quegli oggetti plasticosi e opachi (poco appariscenti e grigi anche quando di colori sgargianti), che campeggiano un po’ spaesati nelle grandi catene di librerie e assumono un cipiglio retrò da fantascienza anni cinquanta nel caleidoscopio dei centri commerciali, diverranno appariscenti, saranno sempre più al centro di annose (e noiose) discussioni tra apocalittici e integrati.

Il 2012 sarà l’anno in cui tutti coloro che fanno uso di tecnologia sapranno riconoscere un e-reader (fatto apposta per leggere e quindi in grado di simulare una pagina scritta grazie all’e-ink e non retroilluminato) da un tablet (retroilluminato e legato indissolubilmente ai media ottici e alla navigazione in internet).

Il motivo di questa convinta e un po’ facile previsione? Da dicembre 2011 il Kindle, con tutta la potenza di fuoco di Amazon, è arrivato in Europa. Ho l’impressione che ne sappiano più di me. E gli e-book? Come accade spesso in tecnologia e in letteratura, alla forma seguirà il contenuto.

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Gabriele Pedullà
(Autore Einaudi insegna Letteratura italiana
presso l'università di Teramo)

"Mi pare difficile che il 2012 possa essere l'anno dell'e-book in Italia. La crisi economica frena il passaggio ai tablet - a meno che la tecnologia non venga spinta da una decisione politica, come quella di rendere obbligatori i libri di testo elettronici nelle scuole. Anche i dati americani, peraltro, sono meno incoraggianti di quello che sembrava; sostanzialmente gli unici titoli che vanno davvero forte sono quelli che si consumano e non si accumulano: letteratura di genere e di basso intrattenimento, che una volta divorata non si pensa di riprendere in mano. Nel 2012 è più probabile la fine del mondo secondo il calendario Maya che il passaggio in massa al libro elettronico."

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eFFe (Curatore del libro ed e-book
“La lettura digitale e il web” Ledizioni Editore)

Il 2012 sarà l'anno in cui i lettori si renderanno sempre più conto che la lettura digitale non toglie loro nulla rispetto al libro cartaceo, piuttosto offre loro l'accesso a un arsenale di testi (e dunque di conoscenze e di piaceri) virtualmente infinito, e lo fa a un costo più basso di quello che siamo abituati a pagare per un libro. Essa rappresenta un'opportunità per promuovere la lettura in quanto tale e in questa veste si diffonderà - io presumo a un ritmo non velocissimo ma costante - ben oltre il 2012.

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Simone Barlillari
(Autore Marsilio e fondatore della casa editrice Alet)

No, non credo. Credo che nei prossimi anni il mercato dell’e-book crescerà a poco a poco, guadagnando quote di mercato in modo più o meno costante a mano a mano che aumenterà tra i lettori la percentuale dei nativi digitali, ma non credo che ci sarà mai un vero e proprio boom.

Nel 2012 il principale fattore frenante alla crescita degli e-book sarà ancora il costo, tanto più determinante in un tempo di crisi come questo. La differenza di prezzo tra un e-book e un libro è ancora piuttosto ridotta, e il prezzo dell’e-reader rende necessario comprare varie decine di titoli prima di poter dire di aver risparmiato rispetto all’acquisto degli stessi libri in formato cartaceo.

C’è poi anche un altro fattore: un libro acquistato trenta o cinquant’anni fa è ancora perfettamente leggibile e continuerà a esserlo per decenni, un e-book acquistato oggi non sarà probabilmente leggibile sui supporti che ci saranno tra cinque o dieci anni. Chi ascolta musica è già passato per l’esperienza di dover ricomprare più volte i propri dischi preferiti in differenti formati – vinile, cd, mp3 – e chi legge molto preferirà aspettare che si stabilizzino i formati degli e-book e i supporti tecnologici per non dover rifare la stessa esperienza.

In Italia, infine, i lettori e le lettrici forti di letteratura con un'età superiore ai quarantacinque anni sono spesso persone che hanno una buona o ottima preparazione umanistica ma una scarsa dimestichezza con la tecnologia, mentre nei paesi del nord Europa e in quelli anglosassoni è molto più raro trovare una persona di ottima cultura che non sia anche in grado di utilizzare un computer con grande disinvoltura. Nella diffusione nostrana degli e-book potrebbe dunque influire negativamente anche l’annosa e anacronistica separazione italiana tra la cultura umanistica e quella scientifica e la nostra bassa alfabetizzazione tecnologica rispetto ad altri grandi paesi occidentali.

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Giorgio Specioso
(Lettore)

Sì, sarà l'anno degli e-book perché chi ha una biblioteca poco fornita avrà l'occasione di togliersi dall'imbarazzo: "Sai, ho trasferito tutto sul digitale...".

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Vins Gallico
(Autore Rizzoli)

Ancora no. Non sarà l'anno degli e-book. Per due motivi: uno romantico e l'altro economico. Quello romantico è la persistenza di un attaccamento morboso alla carta, all'oggetto libro. Quello economico è la difficoltà in tempo di crisi dell'investimento iniziale per l'acquisto di un e-reader,