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«Salviamo il centro dell'Aquila»
Mobilitazione contro l'abbandono

L
Di Ste. Mi.
26 luglio 2012
A - A
Storici dell'arte di ogni tipo, date una mano a salvare l'Aquila. Dal 6 aprile 2009 nel centro storico dell'Aquila terremotata la quota di quanto è stato ricostruito secondo la formula del “com'era e dov'era” è sconfortante: è nulla, è zero. I lavori che il governo Berlusconi aveva infelicemente affidato alla Protezione civile di Bertolaso e all'ex commissario Marchetti sono passati a Comune e soprintendenze, ma il governo Monti non ha stanziato fondi speciali per ricostruire la bella città. “Nell'abbandono del centro monumentale della città la Repubblica italian tradisce se stessa”, recita un appello che invita a L'Aquila per il 7 ottobre tutti ma proprio tutti gli storici dell'arte, dagli insegnanti a scuola ai docenti universitari ai funzionari delle università ai pensionati ai laureandi, a ritrovarsi e a fare un corteo di silenziosa protesta e poi a un'assemblea per dare uno scossone all'inerzia e non veder morire un luogo che è ricco d'arte e che deve innanzi tutto tornare a vivere per i suoi abitanti ma anche per l'Italia perché una ferita così, una “dimenticanza” simile, in un paese civile è semplicemente intollerabile. Concluderà la giornata Salvatore Settis, l'invito è esteso “calorosamente” al ministro ai beni culturali Lorenzo Ornaghi e quello all'istruzione, ricerca e università Francesco Profumo e quest'invito non è un dettaglio da trascurare.

“Lo stato terribile dell'Aquila – riporta la nota stampa - divisa tra monumenti annullati e new towns di cemento, è una metafora perfetta di un Paese che affianca all'inarrestabile stupro edilizio del territorio la distruzione, l'alienazione, la banalizzazione del patrimonio storico monumentale, condannando così all'abbrutimento morale e civile le prossime generazioni. Gli storici dell'arte vogliono dire con forza che è giunto il momento di ricostruire, restaurare e restituire alla vita quotidiana dei cittadini il centro dell'Aquila; ricostruire il tessuto civile della nazione; ricostruire il ruolo della storia dell'arte come strumento di formazione alla cittadinanza e non come alienante ancella dell'industria dell'intrattenimento culturale”.

L'idea originaria è di Tomaso Montanari, docente di storia dell'arte moderna all'università di Napoli, studioso battagliero che – ad esempio – con Francesco Caglioti ha sollevato il caso dei furti di libri alla biblioteca Girolamini partenopea. Promuovono l'iniziativa l'Associazione Archivi di architettura contemporanea, l'Anisa (Associazione nazionale insegnanti di storia dell'arte), il Comitato per la Bellezza, il Cunsta (Consulta universitaria di storia dell'arte), Eddyburg.it, Italia Nostra, il sito Patrimoniosos, TQ. Il 7 ottobre dalle 11 alle 13 è in programma un corteo-visita nei luoghi – simbolo del patrimonio monumentale, dalle 14 alle 17 un'assemblea in piazza del Duomo (se piove nel ridotto del Teatro comunale)

Per adesioni o informazioni: laquila7ottobre@gmail.com