
«Per dignità, non per odio, decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo». Con queste parole, Piero Calamandrei seppellì l'arroganza del Feldmaresciallo Albert Kesselring all'indomani della Liberazione dal nazifascismo. Il capo delle forze naziste pretendeva dagli italiani un monumento, ne ebbe una «lapide ad ignominia». Le parole di Calamandrei furono affisse dapprima a Cuneo, e poi anche a Montepulciano, a Sant'Anna di Stazzema, ad Aosta – a rivendicare l'orgoglio di quanti avevano combattuto la ferocia nazista. Quelle stesse parole, oggi, danno il titolo a un evento organizzato il 26 aprile al Circolo degli Artisti di Roma dal dipartimento cultura del Pd, dai Giovani Democratici e dal nostro giornale. Un serata di musica e parole dedicate alla Resistenza e alla Liberazione curata da Luca Nesti e Domenico Petrolo che diventerà anche un album che sarà poi distribuito con
l’Unità.
«Ricordare le lotte e le idee di chi ha combattuto per liberare l'Italia- dice Matteo Orfini, responsabile Cultura del Pd – è importante sempre, ma lo è ancora di più quando si celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia. Abbiamo deciso di farlo chiedendo a un gruppo di artisti di ripensare canti, testi e poesie che hanno raccontato quello straordinario momento della nostra storia». A farlo saranno musicisti anche molto diversi tra loro. Da Peppe Voltarelli a Stefano Di Battista, da Frankie HNG ai Nidi D'Arak, e poi ancora Paola Turci, Fausto Mesolella, Luca Madonia, Elisa Casile ed Emanuele Dabbono. Ognuno di loro si confronterà con testi e canzoni della Resistenza, musicherà brani di partigiani e intellettuali e scrittori - da Ada Gobetti a Tina Anselmi, da Vittorio Foa a Sandro Pertini – che di quei giorni hanno dato testimonianza nelle loro opere. Un continuo rimando tra presente e passato che è ancora più evidente nell'intervento della Med Free Orkestra, che intonerà alcune delle canzoni di protesta dei giovani iraniani contro il regime di Ahmadinejad, e nella presenza, tra le letture che verranno fatte sul palco, delle pagine di Yoani Sanchez, la blogger cubana dissidente.
«La storia della resistenza – dice Fausto Raciti, segretario dei Giovani Democratici – rappresenta i valori condivisi del Partito Democratico e della Repubblica». In un paese come il nostro, dove il presidente del Consiglio, anche durante le celebrazioni del 25 aprile, continua a parlare di Libertà, e non di Liberazione. In un paese in cui cinque deputati del Pdl e uno di Fli propongono di abrogare la norma che vieta la ricostruzione del partito fascista, e le conseguenti leggi penali contro l'apologia del fascismo. In un paese come questo, dove la libertà è solo un feticcio da mettere nel nome e nel simbolo del proprio partito, ritornare a parlare di Resistenza e di Liberazione, continuare a cantarne le canzoni e le storie, ha più che mai un senso. E suona, letteralmente, bene.