Pubblicità sessiste, 'giochi di bambola'

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Di di Non chiederci la parola
9 marzo 2011
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Il colore dominante è bianco panna.

Al centro dello scatto il modellino verde mela di un’auto sportiva rompe la monocromia.

Che è un modellino lo si capisce dalle finiture. Ma soprattutto dal confronto tra proporzioni rispetto alla presa di corrente sulla parete di sfondo e dalla grana larga della moquette.

Sulla sinistra, in secondo piano, il modellino di una moto rossa poggiato al cavalletto. Più lontano, dietro l’auto, si scorge qualche cubo di legno colorato, che rinforza la sensazione di essere seduti a giocare. Sulla moquette bianco panna.

Appoggiato con due mani e un ginocchio alla macchinina verde c’è una barbie con una lunga chioma biondo platino, che sorride con la bocca semisocchiusa.

Come sempre. E tuttavia, il suo abbigliamento è inusuale: un paio di stivaletti neri col tacco alto, ornati di fibbie, una minigonna inguinale in lattice nero e un top giallo che lascia scoperto l’ombelico. Sulla moquette bianco panna.

Vediamo il suo corpo di profilo: il busto inclinato in avanti, la schiena inarcata, il sedere all’infuori. La minigonna si solleva un po’, le gambe scoperte, una diritta, l’altra piegata sulla ruota anteriore.

Il volto guarda in macchina, lo slogan è poco avanti, e sembra inciso su una targa di latta. Dice “venite a giocare”.

CLAIM: Venite a giocare

CLIENTE: Motor Show 2009

AGENZIA: Armando Testa