Cristiana Collu a 27 anni nel 1997 andò a dirigere il nascituro museo Man di Nuoro, a 42 approda al
Mart di Rovereto su una rosa di 55 nomi italiani e non. La
Biennale di Venezia sceglie per le arti visive del 2013 il curatore
Massimiliano Gioni, nato nel 1973, noto per essere amico di Maurizio Cattelan. Per quanto sia un territorio d’élite, nell’arte contemporanea il potere non sbarra la strada ai quarantenni e dintorni come accade nel mondo culturale, editoriale, nel giornalismo, nelle università, non solo nella politica.
I Tq non parlavano a caso:
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L’anno scorso il movimento dei TQ, i trenta-quarantenni, ha fatto scalpore anche perché ha disturbato la coscienza di molti cinquantenni, sessantenni e oltre con posti di responsabilità, poco felici di venire incalzati su un terreno nel quale sentono di avere la coscienza a posto e di non desiderare il potere che invece hanno e non intendono lasciare. Dopo i vati Bonito Oliva-Celant, dopo la generazione di mezzo con Bonami come rappresentante più mediatico, non il settore talvolta abbatte i muri di Berlino per i posti decisionali. Si può obiettare: bella forza, l’arte del nostro tempo ha bisogno per sua stessa natura di rinnovarsi. Contro obiezione: l’editoria, il giornalismo, la cultura no?
Altri esempi non mancano. Il Castello di
Rivoli con la sua arte contemporanea vede un duo ancora lontano dai capelli canuti:
Beatrice Merz, figlia della coppia d’artisti Mario & Marisa, e
Andrea Bellini, il quale è arrivato a Rivoli lanciato dalla sua direzione triennale della torinese
Artissima. E dopo di lui l’agguerrita fiera torinese all’inizio del 2010 ha reclutato un altro curatore under 40:
Francesco Manacorda, classe 1974, poi chiamato a guidare la Tate Liverpool (un ramo della galassia Tate) dall’aprile 2012 a conferma che un’Artissima ben curata è un bel trampolino di lancio.
Il
Macro del Comune di Roma poi sgranocchia fin troppi giovani. Prima ha avuto
Luca Massimo Barbero durante la difficile fase di ristrutturazione architettonica che ha cambiato radicalmente volto al museo nell’ex birreria. Una volta conclusa la fase la giunta Alemanno l’ha mandato via per manovre interne alla destra (aveva caldeggiato l’ex direttore l’assessore alla cultura Croppi, poi cacciato dal Campidoglio in quanto vicino ai finiani che avevano rotto con il Pdl). Liquidato Barbero nonostante un’ottima direzione, nel giugno scorso il museo ha cooptato
Bartolomeo Pietromarchi: romano, già responsabile per l’arte contemporanea dal 1997 al 2003 alla Fondazione Olivetti che ha diretto dal 2003 al 2007, al momento della chiamata registra 43 anni di età. Certo, sono esempi, pochi casi. In altri territori, in Italia, nemmeno questo si vede.