Book Trailers
Festival Berlino
Festival Venezia

Pasolini di Ferrara cerca lo scandalo VD di G.Ga.

"Pasolini" di Abel Ferrara Foto Mostra del cinema di Venezia 720
Una scena da "Pasolini" di Abel Ferrara Foto Mostra del cinema di Venezia
Di Gabriella Gallozzi
4 settembre 2014
A - A
Da Cannes a Venezia ormai Abel Ferrara sembra “abbonato” allo scandalo. O meglio, lo “scandalo” è la scorciatoia più breve per fare pubblicità a film in cui il regista americano de Il cattivo tenente è abituato a dar sfogo alle sue ossessioni sessuali. Così dopo il “ritratto non autorizzato” di Strauss-Kahn (Welcome to New York) con un “laido” Depardieu nei panni del discusso banchiere, escluso da Cannes (e mostrato al mercato del festival), stavolta Abel Ferrara si prende il gusto di “maltrattare” un grande della nostra letteratura come Pasolini e Venezia lo fa correre per il Leone d’oro.

“PASOLINI” DI ABEL FERRARA: IL TRAILER


Interpretato da Willem Dafoe, somigliantissimo, e tutto girato in inglese (con inserti di italiano che rendono involontariamente esilaranti alcuni dialoghi) il Pasolini di Abel – o forse sarebbe più corretto l’Abel-Pasolini – è presentato da subito come intellettuale “dannato” a caccia di scandali. Anzi, con intento programmatico, vediamo da principio il regista al montaggio di Salò spiegare ad un giornalista che il “sesso è politica”, “scandalizzare è un diritto” ed “essere scandalizzati è un piacere”. Da qui in poi Abel Ferrara ci prova in tutti i modi. Baccanali per gay e lesbiche che per un giorno - quello della fertilità – si “accoppiano” gridando, forse per par condicio, “Abbasso il cazzo, abbasso la figa”. Flashback onirici  di ragazzi assatanati di “giovanotti di vita”. Reiterazioni “fallaci” dei marmorei falli delle statue del romano stadio Flaminio.

La vita quotidiana, diurna, dell’intellettuale, invece, è affidata a didascalici dialoghi “estratti” dalle sue interviste più celebri o dai suoi articoli più discussi che enuncia, magari, conversando nel salotto di casa con la mamma (Adriana Asti) e l’amorevole cugina (Giada Colagrande, consorte di Willam Dafoe). Il nucleo del film, che termina con la tragica notte all’idroscalo di Ostia, si articola a partire dal suo incompiuto Porno-teo-kolossal che Abel Ferrara tenta di girare a sua volta (protagonisti il vero Ninetto Davoli e Riccardo Scamarcio) nell’estremo tentativo di “pasolinizzare” il suo stile. Tra molti fischi e qualche applauso alla proiezione per la stampa al Lido il Pasolini di Ferrara arriverà nelle sale il 25 settembre.