Ok al restauro del Colosseo da 25 milioni di euro finanziato dal gruppo di Diego Della Valle. L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha esaminato il contratto di sponsorizzazione di «puro finanziamento per il restauro del Colosseo e ha valutato che non è sottoposto alla disciplina del Codice dei contratti bensì alle norme di contabilità di Stato e non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell'azione amministrativa». La sponsorizzazione ha fatto discutere molto.
Dopo che l'intento di trovare un mega sponsor era già stato proclamato urbi et orbi più volte, nell'agosto 2010 venne pubblicato un avviso per la «ricerca di sponsor per il finanziamento e la realizzazione di lavori secondo il Piano degli interventi Colosseo, Roma» (era definita “sponsorizzazione tecnica”). Si presentarono due candidati, Ryanair.com e Tod's S.p.A.. Il ministero giudicò inadeguate le loro offerte e passò a una trattativa diretta invitando la Tod's, la Ryanair e la Fimit Sgr. I Beni culturali scelsero la ditta di scarpe. Nel contratto, ricorda l'Authority, «lo sponsor si impegna nei confronti della stazione appaltante esclusivamente al riconoscimento di un contributo in cambio del diritto di sfruttare spazi per fini pubblicitari senza lo svolgimento di altre attività». Il timore manifestato da molti è: porzioni dell'anfiteatro saranno coperte da immagini delle scarpe? Finora il ministero ha risposto di no, che non accadrà.
MA IL TAR VUOLE GLI ATTI SUI LAVORI DI RESTAURO
Di tono opposto al sì dell'autorità di vigilanza è quanto ordina il Tar del Lazio al Commissario delegato per le aree archeologiche di Roma e Ostia Antica, al ministero per i Beni culturali, all'Antitrust: devono depositare entro 30 giorni i documenti sull'affidamento alla Tod's della sponsorizzazione del restauro del Colosseo.
Lo ha deciso il consigliere delegato della I sezione del tribunale, Roberto Politi, dopo il ricorso del Codacons che contesta la legittimità dell'operazione. Già fissata per il 7 marzo l'udienza. In particolare - si legge nell'ordinanza presidenziale - dovranno essere consegnati: «verbali, anche di riunione e di incontro, note ed atti di istruttoria compiuti, che hanno condotto a ritenere le offerte 'non appropriate', comprensivi delle schede di valutazione dell'apposita Commissione esaminatrice (con curricula vitae dei componenti di quest'ultima), comprensivi delle 'relazioni di progettò; eventuali 'approfondimentì intercorsi con il soggetto promotore; la nota del 10 gennaio 2011 con cui l'ufficio legale del ministero per i Beni culturali ha espresso l'opportunità' di approfondimenti in ordine all'offerta Tod's», nonché ulteriori atti e verbali intervenuti nel tempo.