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Marilyn Monroe vive ancora
Il mito e il mistero FOTOGALLERY

5 agosto 2012
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Il mito, la morte, il mito. Cinquant'anni fa, il 5 agosto 1962, alle 4 e 25 del mattino, il sergente Jack Clemmons della polizia di Los Angeles ricevette la telefonata che annunciava la morte di una diva e l'inizio di un culto: Marilyn Monroe era morta, a 36 anni, nel suo appartamento di Brentwood. Causa della morte, secondo il rapporto del coroner, avvelenamento acuto da barbiturici.

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Cosa  ispirò "Quando la moglie è in vacanza" di A. Crespi


Non sapremo mai se sia stato davvero suicidio o un omicidio su commissione ipotizzato dalle tante teorie cospiratorie emerse nell'ultimo mezzo secolo. Quel che è certo è che se Marilyn è stata una star in vita, dopo è diventata una leggenda che ha ispirato artisti, registi, musicisti, scrittori, psicologi e collezionisti di reliquie. Nessun'altra attrice è, ancora oggi, altrettanto universalmente conosciuta e amata in ogni parte del mondo. E se le circostanze tragiche della sua fine hanno sicuramente contribuito a creare il mito, la sua bellezza, il suo talento, la sua verve comica e la sua innocenza affascinano ancora milioni di fan.

Libri, trasmissioni televisive, documentari, film ricostruiscono la sua vita e il suo mistero: il più recente diretto da Simon Curtis è la pellicola «Marylin», titolo originale «My week with Marilyn», uscito in Italia lo scorso giugno, con l'attrice Michelle Williams nei panni della diva americana. C'è una mostra, dedicata a Norma Jeane Baker (il vero nome di Marilyn) allestita nel museo di Hollywood. Foto e oggetti appartenuti all'attrice che fece il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, e più d'uno sospetta anche suo fratello Bob.

La mostra di Hollywood espone scatti del fotografo George Barris, amico della Monroe, che lavorò con lei a un servizio fotografico nel 1962. E mostra abiti: tra i pezzi c'è pure lo sfavillante vestito che indossò dinanzi ai soldati impegnati nella Guerra di Corea nel 1954. Un'altra mostra, intitolata «Marilyn: Intimate Exposures photographs», in contemporanea a Londra, Cannes e San Francisco, raccoglie scatti dei suoi primi anni di carriera.