Sarà lo scrittore cinese naturalizzato francese Gao Xingjian, premio Nobel per la letteratura nel 2000, ad inaugurare il 21 ottobre, con una sua opera teatrale finora inedita, il
Pisa Book Festival, che come sempre è a ingresso libero. La Francia è il paese ospite della nona edizione, presentata oggi all'Ambasciata di Francia a Roma, che si concluderà il 23 ottobre e vede la partecipazione di 180 editori. La chiusura, il 23 ottobre, è affidata a Don Gallo che rilegge le prediche di Savonarola.
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Ospite d'onore lo scrittore Dominique Fernandez con "Pise 1951". In arrivo al Festival anche Jean Pierre Luminet, l'eclettico astrofisico, guru della divulgazione scientifica, che presenta il suo ultimo libro, "La parrucca di Newton" (La Lepre Edizioni). Fra gli incontri spicca la presentazione digitale del libro "Le rivoluzioni vanno sempre storte" pubblicato dalla Sugaman di Paolo Nori e Alessandro Bonino. Alessandro Mari vincitore del Premio Viareggio parlerà invece di Risorgimento.
Il meglio della piccola editoria indipendente sarà ospitato a Palazzo dei Congressi e alla Stazione Leopolda di Pisa dove gli editori presenteranno in anteprima le novità più significative. Oltre 300 gli eventi fra conferenze, laboratori per grandi e piccoli, seminari per gli addetti ai lavori e un Caffè Internazionale per gli incontri con gli autori. Fra le novità: la sezione junior e per i più golosi l'Angolo Gourmand con chef internazionali in azione fra i quali Kumalè.
Gao Xingjian, dopo l'apertura del Festival in una sala ribattezzata in suo onore "Tienanmen", proporrà "Ballata notturna", una sua opera teatrale, scritta nel 2007, che esce, in occasione del festival, in traduzione italiana, prima che in francese, per le edizioni Ets di Pisa in un volume "Teatro" che comprende altre sue due piece e con in copertina un'opera pittorica dello stesso Gao. «È una sorta di manifesto femminile - spiega la traduttrice e curatrice del libro, Simona Polvani -. La storia di una donna che passeggia nella notte, una rappresentazione di stati mentali incentrata sul potere delle donne e sulla loro capacità di pensare in modo più evoluto rispetto agli uomini».
La presenza di Xingjian si inserisce fra i 12 eventi dedicati al Paese ospite. «Attraverso la Francia daremo uno sguardo complessivo a tutto il Mediterraneo» spiega Antonietta Sanna, responsabile Paese ospite del Pisa Book Festival insieme a Julien Donadille,
chargè du livre presso l'Ambasciata di Francia.
Fra gli ospiti spiccano quattro donne che raccontano in diretta la primavera araba: Maya Zankoul, blogger e fumettista libanese; la scrittrice di origine algerina Maissa Bey; la francese Muriel Augry che pubblica in Marocco in lingua araba, e Yasmine Ghata, figlia di una poetessa libanese che al festival presenta il suo ultimo libro "La bambina che imparò a non parlare" (Del Vecchio editore). «I miei amici emigrano in Europa. Io dal Libano non mi muovo. Al massimo mi siedo e disegno le mie frustrazioni. Con humour, perché la comicità è il mio modo di criticare le cose» dice di sé Maya Zankoul che al Festival presenta "Amalgam", la sua prima graphic novel tradotta in italiano.
Tra gli altri scrittori d'oltralpe presenti al Festival: Philippe Forest, Michel Le Bris e Regis de Sa Moreira. In arrivo anche Jean Pierre Luminet. Omaggio alla
chanson francaise con la voce di Isabelle Seleskovitch, accompagnata al piano da Primiano Di Biase. Fra le iniziative speciali, il Centre for Translation che sarà inaugurato da Ilide Carmignani, fra le più quotate traduttrici italiane e la prima edizione di "Talent Next", un concorso nazionale per illustratori emergenti sul tema "Vive la France". Il Festival ha il patrocinio del Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali.