L'orso d'oro a «Child's Pose»
Berlinale, vince il film rumeno

Berlino, Child
16 febbraio 2013
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È il film drammatico «Child's Pose» (Letteralmente la «posizione del bambino» nel grembo materno) ad aggiudicarsi l'Orso d'Oro per il miglior film al 63esimo Festival internazionale di Berlino. Ma due statuette (Miglior attore e Gran Premio della Giuria) le ha portate a casa anche il film sulle discriminazioni dei rom «An Episode in the Life of an Iron Picker» di Danis Tanovic.

L'ORSO A CHILD'S POSE
La pellicola romena diretta da Calin Peter Netzer racconta la storia di una madre di una famiglia agiata che fa di tutto per evitare la condanna al figlio Barbu, colpevole di aver investito e ucciso un ragazzino di una famiglia modesta. Nel film, l'attrice Luminita Gheorghiu interpreta questa madre ultra-possessiva, Cornelia, che mette in campo il proprio danaro e le proprie amicizie altolocate per salvare il figlio dal carcere.

Miglior attore è stato incoronato il bosniaco Nazif Mujic per il film di Danis Tanovic sulle discriminazioni dei rom, intitolato «An Episode in the Life of an Iron Picker», pellicola che ha anche ricevuto il Gran Premio della Giuria. Si tratta di una docu-fiction, con attori non professionisti, in cui i protagonisti interpretano se stessi. «Non mi aspettavo niente. Perfino la rabbia può sfociare in cose buone. Non capita spesso, ma questa volta sì», ha commentato Tanovic. Come da pronostico, l'attrice cilena Paulina Garcia, molto nota in tv, ha vinto l'Orso d'argento come miglior attrice per il suo ruolo di quasi sessantenne determinata a essere felice in «Gloria», quarto film del regista cileno Sebastian Lelio.

La giuria presieduta dal regista di Hong Kong Wong Kar Wai ha premiato inoltre il giovane regista americano David Gordon Green, 37 anni, per la sua commedia (l'unica sui 19 film in concorso quest'anno) «Prince Avalanche». Nel lungometraggio due operai - Paul Rudd e Emile Hirsch - sono incaricati di dipingere le strisce stradali gialle nel paesaggio sconfinato del Texas.

Infine, il premio per la migliore sceneggiatura è stato assegnato a «Parde» (Closed Curtain), film diretto dal dissidente iraniano Jafar Panahi e ritirato dal co-regista Kamboziya Partovi. Berlino non dimentica Panahi, già premiato nel 2006 per «Offside», il quale chiamato a fare il giurato nel 2011, era stato ricordato con una sedia vuota nel giorno dell'inaugurazione.


MIGLIOR SCENEGGIATURA A «PARD» DI JAFAR PANAHI
Il premio per la migliore sceneggiatura è stato assegnato a «Parde» (Closed Curtain), film diretto dal dissidente iraniano Jafar Panahi e ritirato dal co-regista Kamboziya Partovi nel corso della cerimonia di consegna delle statuette alla 63esima edizione della Berlinale. Il governo tedesco nei giorni scorsi aveva chiesto a Teheran di concedere un visto a Panahi, condannato nel dicembre 2010 a 6 anni di reclusione, affinchè potesse partecipare al festival. Al regista del «Cerchio» (2000) è stata preclusa la possibilità di viaggiare e rilasciare interviste sia all'estero che all'interno dell'Iran per i successivi 20 anni. Già nel 2011, Panahi (Orso d'argento per «Offside» nel 2006), chiamato a far par parte della giuria della Berlinale, era stato ricordato con una sedia vuota nel giorno dell'inaugurazione.

PREMIO MIGLIOR REGISTA A GORDON GREEN
L'americano David Gordon Green ha vinto l'Orso d'argento come miglior regista per il suo «Prince Avalanche», come annunciato questa sera dalla giuria della 63esima edizione della Berlinale guidata da Wong Kar Wai. Nel film, l'unica commedia sui 19 lungometraggi in concorso al festival diBerlino, due operai - Paul Rudd e Emile Hirsch - sono incaricati di dipingere le strisce stradali in una zona di montagna del Texas.

MIGLIORE ATTRICE LA CILENA GARCIA PER «GLORIA»

L'attrice cilena Paulina Garcia ha vinto la statuetta come miglior attrice alla 63esima Berlinale, per il suo ruolo di quasi sessantenne determinata a essere felice in «Gloria», quarto film del regista cileno Sebastian Lelio. Vince l'Orso d'argento come miglior attore, invece, il bosniaco Nazif Mujic per il film di Danis Tanovic sulle discriminazioni dei rom, intitolato «An Episode in the Life of an Iron Picker», pellicola che ha anche ricevuto il Gran Premio della Giuria.