Il misterioso Pynchon in e-book
Con caccia al tesoro on line

Di Sara Antonelli
7 luglio 2012
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La notizia, poche settimane fa, secondo cui Thomas Pynchon avrebbe accettato di veder trasformati i suoi romanzi in e-book ha suscitato in alcuni qualche perplessità sia per la fama del personaggio – un autore che non promuove i suoi libri né si è mai mostrato in pubblico - sia perché i suoi corposi e caotici intrecci sembrano i più indissolubilmente legati alla carta ancorché a un’idea di romanzo che richiede al lettore una concentrazione prolungata e presumibilmente inadatta allo schermo, anche quando lussuosamente retroilluminato.

Lo spot della Penguin: GUARDA IL VIDEO

Per convincere i più tradizionalisti che l’e-book si addice anche a Pynchon – e spingere noi a riflettere che forse non esiste altro autore che abbia saputo narrare con tanta efficacia l’interazione affettiva coi media -- la casa editrice Penguin sta facendo le cose in grande. A prodotto, per esempio, un elegante book-trailer in cui vediamo materializzarsi sullo schermo delle frasi di apertura dei suoi romanzi e subito dopo il loro recedere risucchiando nei pixel luminosi sia le parole sia, soprattutto, il nostro sguardo.

La stessa casa editrice ha poi lanciato una misteriosa caccia al tesoro intermediale. Per partecipare basta collegarsi a Google Maps e prendere nota delle 200 locations in territorio statunitense dove sono stati nascosti altrettanti adesivi che riproducono l’effige del Tristero, lo stravagante simbolo (un corno con la sordina) del sistema postale sotterraneo w.a.s.t.e che nel primo romanzo di Pynchon, L’incanto del lotto 49 (1966), la protagonista, Edipa Maas, cerca insistentemente e sempre col timore di essere diventata una paranoica.

Li hanno nascosti bene, gli adesivi oppure i partecipanti debbono aver sabotato il gioco (cos’altro aspettarsi dai lettori di Pynchon?), perché al momento ne sono stati rinvenuti appena una manciata. Quel che sappiamo con certezza è che ognuno di questi, immediatamente sotto il simbolo, riporta l’Url (provate con trystero.me/12pgg) di una pagina scura su cui è riprodotta una diversa frase di Pynchon e la scritta w.a.s.t.e. Quest’ultima, una volta cliccata, fa aprire una finestra su cui è possibile scrivere e inviare messaggi. Sì, siamo dentro al Tristero.

Il dato più rilevante, tuttavia, è che per arrivare fin qui abbiamo avuto bisogno di Google, del Pc e del mouse, tutti aggeggi che – proprio come l’e-book -- nel 1966 non esistevano ancora e che Edipa avrebbe trovato utilissimi per i suoi scopi. Ma chi sono gli odierni destinatari dei messaggi inviati tramite il Tristero informatico? E, soprattutto, vorranno rispondere agli scriventi? Per dire loro cosa?