Il mistero Malick è cominciato. Lungi dal dissipare gli interrogativi sul nuovo film, la proiezione di The Tree of Life – stamane alle 8.30, nella grande sala Lumière del Palazzo del cinema di Cannes – ne ha sparsi a piene mani. Da anni ci si interrogava su questo film, che è di gran lunga il più intimo e personale di Terrence Malick – e anche, ora che l’abbiamo visto, il più misterioso. Gli interrogativi continueranno, la visione del film è solo l’inizio.
The Tree of Life contiene storie private e parabole sulla creazione del mondo, immagini di vita familiare e abbaglianti inquadrature girate (da assistenti) nelle parti più remote del pianeta, frammenti di film solo sognati nella famosa “latitanza” (Malick è rimasto inattivo dal 1978 – I giorni del cielo – al 1998 – La sottile linea rossa). È un film totalmente anti-narrativo, in cui le tracce di “trama” vengono cancellate dal montaggio, dalla musica, dall’azzeramento dei dialoghi, dalle incessanti voci fuori campo. Ridotto all’osso, è la storia di una famiglia nell’America degli anni ’50 (Malick è del 1943): un padre manesco (Brad Pitt), una madre dolce e remissiva, tre figli monelli uno dei quali, all’età di 19 anni, muore.
Il figlio maggiore rivive i ricordi dell’infanzia ormai adulto (in questa fase, che è molto ridotta in termini di trama, lo interpreta Sean Penn). Al minuto numero 20 parte una lunga sequenza psichedelica (poco meno di 20 minuti) in cui immagini naturalistiche si alternano a visioni digitali di nebulose, cellule che proliferano, universi che esplodono. Compaiono i dinosauri, nasce la vita sulla Terra, forse nascono i bambini che Brad Pitt alleverà con troppa durezza.
Due cose possiamo dire: la magnificenza formale del film è persino esagerata, e nessuno ha mai filmato dei neonati con tanta grazia e tanto amore. Alla fine della proiezione stampa, pochi applausi e pochi “buuuhhh”, per altro assai rumorosi. La stampa è uscita quasi in silenzio, forse affranta, forse stupefatta. Il film esce il 18, dopodomani, distribuito da 01. Andateci, fatevi la vostra opinione. Non ascoltate nessuno. Piaccia o non piaccia è cinema puro, e con purezza va vissuto.