I trenta-quarantenni ci provano. Scrittori, editor, giornalisti, editori, critici e cineasti si riappropriano della definizione di “intellettuali” e provano metterci «impegno e responsabilità». Sono quelli della Generazione TQ che si erano visti per la prima volta il 29 aprile nella sede romana della casa editrice Laterza. Dopo mesi di discussioni ed elaborazioni, oggi hanno varato il loro manifesto (
LEGGI E SCARICA IL TESTO: CLICCA QUI). Che in realtà è un documento con premessa politica e due prime “declinazioni” di intervento: sull'editoria e sugli “spazi pubblici”. Altre ne seguiranno su temi come cinema e tv, scuola e università, questioni di genere, ecc...
Il manifesto politico, oltre ai prevedibili anatemi contro liberismo, il razzismo, la distruzione del patrimonio culturale, il precariato, lo smantellamento del sistema scolastico pubblico, l'espulsione delle donne dal mondo del lavoro, mette in fila termini e concetti più sorprendenti. Si rivendicano l'autorità del passato, e le certezze morali e materiali, la nettezza radicale del dovere, un'assunzione di responsabilità e un costante esercizio di autocritica, oltre alla ricerca di chiarezza, correttezza e condivisione. Si affronta in modo netto «l’esclusione di almeno due generazioni di italiani dalla vita politica e produttiva» e pur dichiarando di non voler cercare l'uccisione (simbolica) dei padri – o delle madri –, la Generazione TQ si impegna a non ripetere gli errori della generazione precedente. E proprio in onore a quest'ultima promessa, TQ si propone «di agire anche e soprattutto con il pensiero rivolto alle generazioni che verranno».
Il manifesto vuole raccogliere consenso ed adesioni «non attorno a istanze estetiche, bensì politiche e sociali» e chiede, a chi aderirà a TQ (lo si può fare alla email
tq.adesioni@gmail.com o sul neonato blog
http://generazionetq.wordpress.com) non una semplice firma, ma di «pensare e agire assieme, deponendo egoismi e rivalità; di mettere in gioco parte del proprio tempo e in discussione il proprio ruolo artistico o intellettuale, e di essere fortemente, fieramente cittadini, operando da mediatori tra i saperi, intervenendo nel dibattito politico, immaginando nuovi modelli di pratiche sociali».
Scorrendo le altre parti del documento affiorano già le prime proposte concrete nel campo dell'editoria e in quello degli interventi “pubblici”, dalle attività di “volontariato” nelle scuole pubbliche a seminari tematici aperti a tutti su cultura, politica ed economia per condividere ed eventualmente criticare i saperi correnti. Altre iniziative sono già in programma da parte di una generazione (allargata) che sta provando a «praticare un’alternativa umana e comune al lungo sonno della ragione».