Nazionalpopolare? E sia: nel nome di Gramsci e del fumetto. Nel nome de l’Unità, ovvero questo giornale che Antonio Gramsci fondò nel 1924. Nel nome del fumetto, medium popolare per definizione, ma capace di fare cultura, anche quella «alta». La nuova serie di ebook a fumetti che da domani potrete scaricare dal nostro sito www.unita.it con un semplice click e con soli 2,50 euro a titolo, parte proprio da Cena con Gramsci (a 1 euro, prezzo di lancio), un graphic novel tratto da un testo teatrale di Davide Daolmi, tradotto a fumetti da Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, pubblicato originariamente dalla casa editrice Becco Giallo (come anche gli altri sei titoli che potrete scaricare). Del resto l’editrice di Padova ha fatto da apripista in Italia a questo genere di fumetti che vanno sotto il nome di graphic novel, anche se per i titoli che vi proponiamo sarebbe più corretto parlare di graphic journalism, ovvero di giornalismo disegnato.
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GIORNALISMO DISEGNATO
Insomma di quel modo di fare fumetto di realtà, usando strumenti tipici del giornalismo, come l’intervista e il reportage, ricostruendo episodi che hanno segnato la Storia del nostro Paese, spesso in maniera drammatica. Ecco allora la vicenda di Peppino Impastato (riscritta e ridisegnata da Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso), assassinato a soli trent’anni dalla mafia, e quella del giudice Giovanni Falcone (l’autore è Giacomo Bendotti) fatto saltare in aria nella strage di Capaci; ecco ancora la tragica strage del 12 dicembre 1969 a Piazza Fontana ( di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio) e la bomba del 2 agosto 1980 che provocò La strage di Bologna ( di Alex Boschetti e Anna Ciammitti); o Il delitto Pasolini ( di Gianluca Maconi), il primo novembre 1975, evento simbolo di una delle stagioni più nere della nostra storia; per finire con Que viva el Che Guevara ( di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso), biografia a fumetti del grande rivoluzionario.
La serie di ebook de l’Unità rientra a buon titolo in quelle forme di narrazione «civile» (analoga, per fare un esempio, al teatro civile di Marco Paolini), rigorosa nella documentazione ma capace di trasformare inchieste e documenti storici in una lettura avvincente e partecipativa. Così come, peraltro, il miglior graphic journalism che ha esempi illustri in autori come Joe Sacco, con i reportage a fumetti dalla Palestina o dal teatro di guerra della ex Jugoslavia, editi in Italia da Mondadori; o in Patrick Chappatte, autore di inchieste e servizi a fumetti da ogni parte del mondo. Emanuel Guibert un fumettista francese, assieme a fotoreporter come Didier Levèfre e Alain Keler, si è inventato una forma originale di giornalismo grafico che unisce parole, disegni e fotografie per raccontare la guerra in Afghanistan (ai tempi dell’occupazione russa) ne Il fotografo, o le drammatiche condizioni di vita nei campi nomadi in Alain e i Rom (editi da Coconino Press - Fandango). L’italiano Igor Tuveri, in arte Igort, per Mondadori ha pubblicato due volumi, Quaderni Ucraini e Quaderni Russi, frutto di un suo lungo viaggio nell’ex Unione Sovietica, nei quali racconta le condizioni di vita durante le persecuzioni staliniane o, venendo ai giorni nostri, il clima che ha portato all’assassinio di Anna Politkovskaja.
Come vedete il fumetto si è fatto grande e non è solo supereroi in calzamaglia e pistoleri che fanno bang! (però anche questi fanno parte della storia del fumetto e meritano rispetto). Ma è in grado di raccontare e farci vedere «in diretta» la nostra Storia.
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