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Tenete d'occhio Ewert and the two dragons

Ewert and the two dragons
Di Federico Fiume
14 luglio 2012
A - A
La seconda giornata di festival ha detto una cosa chiara fra tutte: Ewert and the two dragons. Tenete a mente questo nome perché è destinato a lasciare il segno. La band estone è stata infatti la cosa più rilevante ascoltata ieri ad Arezzo Wave. Melodie avvolgenti e morbide, canzoni (cantate in inglese) belle e originali, capacità interpretative ineccepibili e personalità da vendere. In Europa hanno già conquistato le audience di diversi festival fra cui Eurosonic, dove sono stati giudicati una delle migliori formazioni del cast. Sarà così anche ad Arezzo Wave quanto si tireranno le somme finali, inevitabilmente. Peccato che abbiano suonato ad inizio serata, quando lo stadio era ancora semivuoto, ma gli applausi ricevuti, seppur provenienti solo da qualcbhe centinaio di persone, sono stati convinti e sinceri.

Dopo di loro è stata la volta dell'altra metà del cielo con le tre giovani cantanti italiane “del momento”: Erica Mou, Malika Ayane e Nina Zilli. Tre esibizioni differenti per tre differenti personalità. L'essenzialità scelta da Erica Mou per mettere in risalto le sue canzoni con il solo ausilio del pianoforte ha ben reso la qualità delle composizioni. Malika Ayane ha utilizzato invece la sua band in modo raffinato, giocando di stile e pulizia.

Certo, il suo Pop dalle linee morbide è forse più adatto a contesti meno dispersivi di quelli possibili in un festival all'aperto e a tratti è sembrata un po' fuori contesto. Nina Zilli, ultima della triade ad esibirsi, ha puntato su voce e ironia, sulla presenza scenica ricca di simpatia e sulla forza delle sue melodie accattivanti. Del resto i suoi punti di forza sono quelli e il suo è un vero show scacciapensieri, fresco e coinvolgente. Tradita dal tacco 12 è anche finita a terra per un attimo, ma senza conseguenze.

Finale affidato ai Dewolff, olandesi con la testa girata verso gli anni '70 del progressive rock. Sound imponente al limite del pomposo, composizioni articolate e lunghe come si conviene al genere, tecnica strumentale inevitabilmente impeccabile. Però lasciatecelo dire: che nel 2012 dei ragazzi poco più che ventenni scelgano di orientarsi verso un genere paludato e ingombrante che era già vecchio nel '76 lascia un po' perplessi e un po' depressi. Indubbiamente però i Dewolff quel che fanno lo fanno bene e in Italia, Paese in cui il genere ancora appassiona molti, troveranno certamente una loro nicchia di mercato. Così, fra sinfonismi gonfi di Hammond, echi di Emerson, Lake & Palmer, Genesis e una spruzzatina di Pink Floyd delle origini, anche questa lunga giornata di musica è finita.

Presenze un po' in calo, ma neanche tanto, rispetto a ieri, ma la cosa è perfettamente in linea con la fisiologia del cartellone, che per la giornata di oggi propone, fra le altre cose, un incontro con Mauro Corona, l'alpinista, filosofo e scrittore che presenterà il suo nuovo romanzo “La casa dei sette ponti”. Sul Main Stage l'headliner della serata è il francese Yann Tiersen ma dopo di lui lo stadio di Arezzo diventerà una grande discoteca a cielo aperto con i Crookers, crew italiana di Dj's da esportazione. Un'ottimo modo per scaldare le gambe prima della notte finale di Elettrowave. I più robusti e resistenti potrebbero anche tirar dritto fino al sorgere del sole per poi rilassarsi con il concerto “a cuor contento” di Giovanni Lindo Ferretti, che saluterà l'alba di domenica al Parco di Ponte Buriano, suggestiva location dove, si dice, Leonardo dipinse la sua Gioconda. Che faticaccia questo festival...