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Dario Fo difende Bergoglio
«Contesta banche e poteri forti»

dario fo premio nobel lp 720
1 giugno 2014
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L'ateo Dario Fo difende Papa Francesco da «alcuni spietati commenti» che lo dipingono come un «furbacchione» con una precisa «strategia pubblicitaria» dietro ogni suo gesto. Il premio Nobel per la letteratura lo fa oggi in prima serata in diretta tv su Rai1 all'interno dello show guidato da Antonella Clerici «Arena di Verona 2014» (in onda dalle 21 circa), dove recita un'anteprima di «Papa Francesco», il suo nuovo lavoro teatrale che verrà trasmesso integralmente dalla rete ammiraglia Rai domenica 22 giugno in prima serata. Oltre al pubblico da casa, più di 13mila persone all'Arena veronese assisteranno all'anticipazione del nuovo lavoro teatrale di Fo. Al quale è dedicata anche la prima puntata del nuovo programma di Rai3 sui maestri del teatro "Colpo di scena", che viene trasmesso tra le 20.20 e le 21.

Per il premio Nobel il Pontefice argentino è vittima di un 'linciaggio' perchè in più occasioni si è schierato contro il mondo degli affari e del business internazionale, perchè contro le banche e i poteri forti.

«Come mai tanta acredine verso quest'uomo venuto dall'altra parte del mondo, da un Paese spesso sconvolto da violenze e crisi economiche da apocalisse?», si chiede l'artista, definendosi nell'intervento «ateo, marxista, leninista e seguace di Darwin» e però «paradossalmente mi trovo a difendere» il massimo rappresentante della Chiesa cattolica.

Perché? «Ma è semplicissimo - la risposta - perchè troppe volte in questo primo anno egli ha preso posizione contro il mondo degli affari e del grande business internazionale. In poche parole, ha accusato le banche e l'avidità dei poteri forti, fanatici del profitto a costo di far strage della dignità di chi arranca per sopravvivere. Ecco le ragioni del linciaggio, per questo lo si vuole distruggere perchè è un uomo che tenta di migliorare questo mondo».

Per non dire poi di quando Papa Bergoglio si rivolge direttamente ai politici. E Dario Fo si sofferma quindi su quando due mesi fa, il 27 marzo, «Papa Francesco ha parlato davanti a 492 parlamentari italiani, svegliati alle 6 del mattino, fra i quali vi erano 9 ministri, 19 sottosegretari, la presidente della Camera, il presidente del Senato» e parlato dei farisei al tempo di Gesù. «Senza mai levare il tono» il Papa quella mattina ha detto «Al tempo di Gesù c'era una classe dirigente, quella dei farisei, che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. Dominavano soltanto interessi di partito e lotte interne. Proprio così ha detto».

L'attore-drammaturgo prosegue: «Il cuore di questa gente di potere, con il tempo si era indurito tanto che era a loro impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. È tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, sì, perchè il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti - insiste Bergoglio - Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perchè Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio». Questo accadeva allora, ma «anche Bergoglio oggi dà fastidio, a quelli!», esclama Dario Fo. Aggiungendo che «il nostro Papa non s'è limitato ad assumere il nome di Francesco, ma egualmente ha pronunciato critiche di violenza inaudita, proprio qualche giorno fa, all'apertura della conferenza (l'assemblea generale, ndr) dei vescovi, la Cei».

Secondo Dario Fo «non era mai successo in tutta la storia della Chiesa che un Papa imponesse ai suoi vescovi di aprire lui di persona l'assemblea episcopale. Ha esordito dinnanzi a una folla di vescovi e cardinali abbigliati di viola, rosso e oro, dicendo: 'Non restate seduti ai piedi del campanile lasciando che il mondo vada dove gli pare. Voi dovete fuggire la tentazione della mediocrità».

E qui l'artista commenta: «Attenzione, nessun Pontefice ha mai imposto ai propri vescovi di 'fuggire alla mediocrità». Fo aggiunge che le parole del Papa ai vescovi italiani proseguivano con «Evitate la litania delle lamentele, della gestione personalistica del presente, delle chiacchiere, delle mezze verità che diventano menzogne, della durezza di chi giudica, fuggite il rodersi della gelosia, l'invidia! L'accidia! Il lassismo!», per chiudere con «Quanto è vuoto il cielo di chi è ossessionato da se stesso». L'artista concluderà il suo intervento in difesa del Papa con «Insisto, fate mente al significato di quello che dice: 'Quanto è sbagliato il ripiegamento di chi vorrebbe che un triste passato divenisse il nostro futuro'».