Caravaggio ha perso uno dei suoi studiosi più appassionati e convinti. Maurizio Marini, storico dell'arte romano di 69 anni, è morto a Villa Stuart nella notte. Lunedì alle 11 alla chiesa di Sant'Agostino a Roma si terranno i funerali.
Conosceva l'arte del Merisi e quella barocca come pochi, era un “romanaccio” verace, come l'avrebbero definito molti, di gran simpatia. Vagamente, a un profano (ma non con la stessa mole), poteva ricordare Tino Buazzelli. E dialogare con lui era un piacere raro, per come sapeva raccontare fatti e retroscena dietro i quadri, chi li aveva dipinti, chi li studiava e comprava. E che fosse uno studioso lo si comprendeva entrando nel suo studio cercando di non far crollare le pile di libri che si alzavano dal pavimento: volumi d'arte – ma conosceva anche la letteratura e la storia dell'epoca che studiava – si ammassavano l'uno sull'altro in colonne stranamente stabili nonostante le leggi della fisica, sulla scrivania, sugli scaffali. E, come molti studiosi, Marini sapeva dov'era quel testo o quell'altro o quella fotografia nel caos apparente.
Marini era un uomo appassionato capace di gran familiarità con i mass media. Ha collaborato a lungo con le pagine culturali del Tempo e con Rai Radiotre. Nel 1982 firmò un documentario, 'Caravaggio profeta del Naturalismo'. E al suo amato maestro riservò ampi studi fondandosi sulle sue conoscenze, l'intuito e ricerche filologiche. Conosceva il mercato antiquario, si è avventurato nel campo delle attribuzioni (giudicando, approvando o negando dipinti all'autore più drammatico del '600) e ha sostenuto che spesso il Caravaggio, come molti pittori dell'epoca ma più di altri, eseguiva più versioni del medesimo dipinto tanto da curare il volume Electa “Caravaggio, Murtola e la chioma avvelenata di Medusa” in cui scriveva, tra l'altro, sul problema dei “doppi” caravaggeschi.
Nel 1974 ha pubblicato il primo catalogo filologico dell'opera di Caravaggio: 'Io, Michelangelo da Caravaggio', che ha avuto anche un'edizione tedesca. Sul pittore lombardo dalla vita travagliata e sulla sua cerchia pittorico-culturale ha scritto per la 'Storia dell'arte italiana Einaudi' con il saggio 'Caravaggio e il Naturalismo internazionale'. Ha firmato inoltre 'Caravaggio Pictor Praestantissimus' (Roma, Newton Compton; II edizione 1989), una monografia su Velazquez per Electa, e curato mostre come quella del '99 al Prado di Madrid e al Museo delle Belle Arti di Bilbao 'Caravaggio y Espana: momentos de Historia y de Pintura entre la Naturalezza y la Fe', nel 2000 a Palazzo Reale di Milano, 'Sulle orme di Caravaggio tra Roma e la Sicilia”, nel 2001 a Roma e poi a Tokyo 'Caravaggio e il genio di Roma', nel 2006 a Roma con il grande collezionista Denis Mahon “Come lavorava Caravaggio” (il Caravaggio della regina Elisabetta II).
I funerali si terranno lunedì mattina a Roma alle 11 nella chiesa rinascimentale di Sant'Agostino, tra piazza Navona e il Pantheon, chiesa che ospita, oltre a un affresco attribuito a Raffaello anche la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio.