Il vero scandalo, insopportabile, di queste settimane di attesa che finalmente stanno per finire con il voto di oggi, atteso come fosse mezzogiorno di fuoco, non è la compravendita di deputati. La pochezza etica da tutti denunciata, e come tale percepita dai cittadini e per questo giudicata con alzata di spalle dai consumati detentori della sapienza politicante italiana, non è il vero scandalo.
La ragione dello scandalo è quella che prova un paese che nella sua vita quotidiana è lontano dal “giorno della marmotta” a cui hanno giocato i politici italiani per tre settimane. Il giorno della marmotta è un film surreale, molto popolare in America e in Italia, in cui un signore si sveglia ogni mattina, ed è sempre lo stesso giorno. I giornali sono gli stessi, i commenti sono gli stessi, i saluti dei passanti e le frasi di circostanza sono le stesse. E come in quel film da tre settimane nella politica e sui giornali si discute come se fosse sempre lo stesso giorno, anche se non è così. E lo hanno capito con grande lucidità i ricercatori e gli studenti che protestano, non solo contro chi promette meritocrazia senza averla mai conosciuta, e senza averne pagato gli oneri per goderne gli onori. Protesta contro un paese che sistematicamente impedisce ai sogni di realizzarsi, o molto più prosaicamente, di lavorare a chi ne ha voglia, talento e capacità. Un paese che ha rinunciato a investire sul suo futuro, un paese che ha fatto di una interpretazione miope e limitante del valore dell’esperienza, la sua bussola. L’esperienza è importante perché consente di cambiare la rotta intrapresa, non perché si batta sempre e comunque la stessa strada. Il conservatorismo diffuso, senza colore politico, ha strozzato il paese, ma un paese che ha più energia di quello che vogliono, in malafede, far credere i suoi dirigenti, e che i suoi giovani tentano di esprimere, nelle forme bellissime e vitali di canti e urla senza violenza, delle manifestazioni-flash, in cui si legge Dante, a tutti, sull’autobus.
E allora il vero scandalo è di chi, eletto a grandi responsabilità, di rappresentare l’intera nazione, che a rileggere la frase bisognerebbe sentire il sangue tremare nelle vene, si lambicca nei giorni della marmotta mentre il paese è in crisi e il futuro vero e concreto sembra diradarsi in un miraggio. Lo scandalo è il tempo buttato, l’attenzione su politici di terz’ordine che cattura necessariamente ogni mezzo di comunicazione, la voce sprecata a parlare e discettare di cose di importanza alcuna per la vita delle persone e il futuro di tutti noi. L’Italia questo scandalo non lo sopporta e non lo sconterà a poco prezzo. La dignità di chi lo perpetra è segnata senza rimedio.<NO1><NO>