Batterio killer, un caso in Italia. Ecco da dove arriva il contagio

Primo caso rilevato in Italia del batterio killer Ehec. che allarma l'Europa. Intanto le vittime salgono a 18. Una fonte scientifica: tutto è iniziato alla festa ad Amburgo...
4 giugno 2011
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L'Italia si aggiunge alla lista dei paesi in cui è arrivato il batterio E.coli enteroemorragica (Ehec). Non è un italiano, però, il primo infetto ricoverato in un ospedale della penisola. È un turista tedesco ricoverato all'ospedale di Merano per problemi intestinali. Un campione intanto è stato portato al laboratorio di Bolzano dove verrà verificato se realmente di tratta del batterio . Il responso sarà redatto entro la giornata di lunedì. La direttrice del distretto sanitario dell'ospedale di Bolzano, Irene Pechlaner si è limitata a dire che in Alto Adige sta circolando un'influenza gastro-intestinale e nulla conosce di questo caso sospetto. E intanto il ministro della Salute Ferruccio Fazio mette le mani avanti: «Se prima o poi ci sarà qualche italiano che è stato nella zona di Amburgo e ha avuto la malattia non ci dobbiamo stupire. È circoscritta in una zona come alte epidemie del passato». «Noi non abbiamo problemi - ha aggiunto, parlando dell'allarme al termine di un incontro con la delegazione del governo cinese che oggi ha visitato l'ospedale San Raffaele di Milano - la nostra sanità è sotto controllo e le nostre strutture sono allertate».

Da dove arriva
La diffusione del batterio killer Ehec, che in Germania ha fatto un'altra vittima, portando a 18 il totale, ha probabilmente avuto origine nel porto di Amburgo. Lo scrive il settimanale 'Focus', che fa riferimento a fonti interne del «Robert-Koch-Institut» (Rki), il maggiore centro di ricerche batteriologiche del Paese.

L'infezione sarebbe partita nel corso della festa per l'anniversario del porto della città anseatica, celebrata dal 6 all'8 maggio, a cui avrebbero preso parte oltre 1,5 milioni di persone. Una settimana dopo nella clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf veniva ricoverata una donna con i primi sintomi della dissenteria causata dal batterio. Il periodo di incubazione corrisponde a quello causato dal batterio Ehec, mentre secondo i ricercatori del Rki uno dei possibili veicoli di diffusione potrebbe essere la carne.

A sostenere la tesi che l'infezione sia partita da Amburgo è anche il microbiologo Lothar Beutin, secondo il quale il diffondersi della malattia prova che «la fonte del contagio non è stata ancora prosciugata, oppure che l'infezione si trasmette da persona a persona». Nel frattempo anche due soldati americani di stanza in una base tedesca sono stati colpiti dalla malattia e lo stesso è avvenuto per 3 cittadini Usa di ritorno dalla Germania. La diciottesima vittima del batterio killer è invece una donna di 80 anni originaria della Turingia, che si è ammalata durante un soggiorno di convalescenza in una clinica del Meclemburgo, nel nordest del Paese.

Il quotidiano 'Luebecker Nachrichter' riferisce invece che 17 persone si sono infettate dopo aver frequentato un ristorante di Lubecca. Nel frattempo il ministro della Sanità, il liberale Daniel Bahr, ha rinnovato la messa in guardia dei cittadini nei confronti del consumo di ortaggi come cetrioli, pomodori ed insalata. Dall'inizio del contagio sono oltre duemila le persone che in Germania risultano colpite dal batterio Ehec, mentre per almeno 520 l'andamento della malattia è ancora grave.

Secondo il quotidiano 'Bild' la pericolosità dell'infezione sarebbe dovuta al fatto che un batterio estremamente pericoloso proveniente dall'Africa centrale si sarebbe incrociato con l'Ehec già noto da tempo in Europa. Stefan Schreiber, professore della clinica universitaria di Kiel, spiega al giornale che «il germe africano possiede tutte le perfide caratteristiche per insediarsi nell'intestino, producendo le tossine che scatenano poi gravi effetti renali», esattamente quelli individuati nelle persone già decedute.